Reggio, Maria Elena Boschi tira la volata al sì al Referendum sulla riforma costituzionale

“Questo Governo ha il merito di avere sbloccato processi di riforma costituzionale che erano fermi da anni”. Lo ha detto il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, parlando a Reggio Calabria alla Festa de L’Unità. “Quando siamo arrivati al Governo – ha aggiunto – abbiano dato un impulso fondamentale per portare in Parlamento il nostro progetto di riforma per fare funzionare meglio lo Stato e riavvicinare i cittadini alle istituzioni”.

La Boschi ha riempito il piazzale della Stazione Lido di Reggio Calabria, allestita al Pd, seduta sul palco con il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e il deputato reggino Demetrio Battaglia. La Boschi, intervistata dalla giornalista del Corriere della Sera Maria Teresa Meli, è giunta in riva allo Stretto per sostenere la causa del SI al referendum che dovrà approvare o meno la riforma costituzionale.

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da sinistra Battaglia, Falcomatà, Boschi, Meli e Magorno

Le riforme: “Sull’abolizione del Senato il voto in Parlamento é stato chiaro. Non avremo più 315 ma solo 100 senatori, i quali non riceveranno emolumenti in quanto già consiglieri regionali o sindaci di città metropolitane”, ha detto Maria Elena Boschi. “Non si tratta soltanto – ha aggiunto – di onorare l’impegno col Paese di ridurre i costi della politica. L’obiettivo della riforma é anche quello di portare, attraverso i sindaci ed i consiglieri regionali, la voce dei territori in Senato affinché il loro contributo sia espresso sin dall’inizio della formazione delle decisioni”.

Lo scontro con D’Alema. “D’Alema sottovaluta gli italiani, che non credo non capiscano ciò che stiamo proponendo, e cioé che il Senato e la Camera non faranno più le stesse cose”, ha aggiunto il ministro Boschi. “Finora non ci siamo mai sottratti alla discussione. Ma se lui pensa che una riforma costituzionale può essere riapprontata in sei mesi, a lui rispondo che ha avuto molte occasioni per farlo, e con ruoli importanti, senza però riuscirci”. “Noi – ha detto ancora il ministro – vogliamo recuperare il tempo perduto con la precedente riforma approvata dal centrodestra. Il nostro scopo é quello di accorciare la distanza tra nord e sud e non come é stato fatto, invece, con il federalismo, che ha allargato ancora di più la divisione del Paese”.

Il Referendum: “Mi auguro che tutto il Pd voti Sì al referendum costituzionale, come é avvenuto già in Parlamento sulle riforme”, ha rimarcato Maria Elena Boschi. “É stato – ha aggiunto – un lavoro lungo ma alla fine condiviso. Ed abbiamo atteso affinchè maturassero tutte le condizioni per un forte voto unitario”.

Cgil? Non è stato un colpo di scena. “La posizione espressa dalla Cgil sul referendum costituzionale non é stata un colpo di scena. Gli iscritti, comunque, avranno la libertà di votare sì o no perché la Cgil rappresenta un mondo variegato”, ha detto ancora Maria Elena Boschi. “Credo però – ha aggiunto – che sbaglia di grosso chi non coglie questa volontà di cambiamento ed immagina che sia possibile riformulare una proposta di riforma costituzionale entro i prossimi sei mesi. A costoro voglio ricordare che il dibattito sulle riforme era fermo da 35 anni. Né mi pare che ci sia una proposta unitaria alternativa alla nostra a sostegno del no. Vogliamo continuare a stare fermi?”.

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il pubblico presente

La questione della data. “Non capisco tutta questa tensione sulla data del referendum costituzionale. Forse qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che il Governo, subito dopo la pausa d’agosto, ha dovuto affrontare altre ed immediate urgenze, come gli effetti del terremoto”, ha ribadito il ministro. “Sia chiaro però che il Governo deciderà a breve la data della consultazione. Fermo restando che ancora siamo nei termini, e cioè fino al 13 ottobre prossimo, entro cui decidere”.

L’Italicum. “Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a confrontarci sull’Italicum. Abbiamo detto che si può cambiare a patto che ci siano i numeri in Parlamento. Questa condizione, però, al momento, non appare praticabile per le diverse opzioni prospettate dalle forze politiche”, ha commentato Maria Elena Boschi. “La Corte costituzionale – ha detto ancora – deciderà autonomamente sull’Italicum. Voglio però sottolineare che questa legge elettorale non é certamente un pericolo per la democrazia perché, contrariamente al progetto di riforma elettorale approvato dal centrodestra, non cambia i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio. Con l’Italicum, infatti, non eleggiamo direttamente il Presidente del Consiglio, bensì la maggioranza del Parlamento che resta in carica per cinque anni. Un lasso di tempo utile per cambiare le cose in un clima di maggiore stabilità”.