Reggio Città Metropolitana? Ma se non abbiamo neppure i treni per andare a scuola o a lavorare

da Michela D’Amico —

rc-stazione-centraleIllustri Signori della Regione Calabria, di Trenitalia e delle Ferrovie dello Stato la scrivente “Cittadina Metropolitana” vi racconta una storia che, ieri mercoledì 14 settembre 2016, anche primo giorno di scuola per gli studenti, ha vissuto sulla sua pelle.

Ore 7.00 arrivo alla stazione di Reggio Calabria Pellaro, come tutte le mattine, per recarmi sul posto di lavoro con il mezzo scelto dalla scrivente cioè il treno regionale oggi numero 22475 proveniente da Roccella Jonica e diretto a Reggio Calabria Centrale ( dove sono arrivata alle ore 8.30).

Premesso che dal 12 giugno c.a., grazie al nuovo orario ideato da Trenitalia e Regione, ho viaggiato in piedi, appiccicata alle persone, con la “Tradotta Militare”, OGGI NON SONO RIUSCITA A SALIRE E SE LO AVESSI FATTO AVREI DOVUTO VIAGGIARE SUL GRADINO DEL MEZZO PERCHE’ CON L’INIZIO DELLE SCUOLE L’UTENZA IN QUESTA STAZIONE E’ TRIPLICATA. IL “TRENO” E’ ARRIVATO GIA’ PIENO DA MELITO PORTO SALVO.

Sono rimasta con un piede sul gradino del “treno” ed uno sul marciapiede della stazione perché impossibilitata a salire. La risposta del conducente e del controllore è stata “SI PRENDA L’ALTRO TRENO”. “Lei non può impedire agli altri passeggeri di partire, mi dia un documento e il suo abbonamento sto chiamando la Polizia”. E tutto questo usando atteggiamenti di arroganza nei miei confronti senza tenere conto delle minime regole di sicurezza per i viaggiatori e che tutti dovrebbero conoscere bene e prima che succedano brutti incidenti e capitino malori ai passeggeri come già successo negli anni precedenti.
Detto treno è partito dopo l’arrivo alla stazione di Reggio Calabria Pellaro del successivo treno delle ore 07.30  che ha accolto metà passeggeri.

La cosa che a me dispiace è che invece di crescere in questa città si regredisce e lo si fa  sempre a discapito dei cittadini. In questo caso paga sempre il lavoratore che quotidianamente viaggia con regolare abbonamento e che vede quotidianamente  leso la propria dignità venendo umiliato non solo dal personale del treno ma anche da  alcuni studenti e passeggeri adulti che guarda caso lavorano alle ferrovie e viaggiano con la tessera e comodamente seduti.

Oggi nonostante le molteplici segnalazioni fatte agli sportelli della stazione di Reggio Calabria Centrale e negli anni scorsi anche alla Procura della Repubblica tramite anche la Polfer, invece di avere risposte serie per le gravi inadempienze  si continua a trattare il viaggiatore con arroganza utilizzando metodi da medioevo, punitivi e lesivi della dignità dei viaggiatori. E’stata chiamata la Polizia ed la scrivente ha dovuto esibire il documento e l’abbonamento del treno.

Concludo e mi chiedo e chiedo a voi che senso può avere un’azienda di trasporto pubblico di una “Città Metropolitana” senza i viaggiatori, senza chi sono i fruitori di un servizio che lascia a desiderare, che subisce  privazioni (spesso i treni vengono soppressi senza spiegazione e si resta alla stazione anche un’ora ad aspettare il treno successivo che ferma alla tua stazione di partenza) dal 12 giugno i treni fermano nelle stazioni a saltare, subendo quotidianamente disagi, trattata, oggi,  come “un delinquente” solo perché ho chiesto di poter avere un servizio dignitoso e consono  alle esigenze non solo mie ma di tutti  lavoratori e studenti.
E vorrei chiedere anche se ritenete giusto  dover recuperare nei confronti del mio Ente datore di lavoro le ore di lavoro a debito che sto accumulando  per colpa di questi disservizi.

A chi giova tutto questo? Cosa vuole fare la Regione Calabria?  A noi pendolari oggi chi ci vuole dare risposte concrete?