L’autunno di Calabria Verde iniziato con Gratteri continua con Ferrara e Oliverio

mercoledì 21 settembre | gli arresti

2015 0813 7 seaTOURING Gratteri 12La bomba è scoppiata mercoledì mattina. Cambio di stagione, il 21 settembre. Anche in Calabria.
Parte dalla Procura di Catanzaro e dal suo procuratore Nicola Gratteri, l’attacco a Calabria Verde (ex Afor, per chi si stesse chiedendo che fine avesse fatto). Carcere per l’ex direttore generale Paolo Furgiuele e per il dirigente Alfredo Allevato; arresti domiciliari per il dirigente dell’economato Marco Mellace; interdizione dai pubblici uffici per l’ex dirigente Antonio Errigo (oggi commissario del parco regionale delle Serre); obbligo di dimora per l’agrotecnico Gennarino Magnone. Le indagini della Guardia di Finanza parlano chiaro: 102 milioni di euro, da utilizzare per l’acquisto di mezzi antincendio boschivi, la messa in sicurezza dei corsi d’acqua e i rischi di frane in Calabria, sarebbero stati utilizzati per scopi diversi. Quali? Il pagamento di stipendi e straordinario per il personale impiegato per ristrutturare l’abitazione del direttore generale ad Amantea, o il materiale (circa 33mila euro) necessario per quegli stessi lavori.

Nicola Gratteri commenta: “Trent’anni fa iniziai la mia carriera occupandomi proprio di un’indagine relativa all’azienda forestale calabrese, oggi la prima indagine in cui mi sono imbattuto all’arrivo a Catanzaro è relativa allo stesso tema e devo dire che, anche se sono cambiate le tecnologie e i metodi di comunicazione, non è cambiata l’arroganza e la sicurezza di impunità degli indagati”. Spiega il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri: c’è stato “un danno per le casse regionali da circa 80 milioni di euro che difficilmente potrà essere risanato in qualche maniera”.

giovedì 22 settembre | il silenzio dopo il terremoto

laura-ferrara-ue-m5sLa botta è forte. Si cerca di capire. Si aspettano le carte. E non arrivano dichiarazioni politiche. Il giorno stesso, ma anche il giorno dopo. Così l’eurodeputata M5s calabrese Laura Ferrara si arma di penna e comunica.

“Il terremoto giudiziario che ha investito Calabria Verde non fa che confermare la totale assenza di etica da parte di amministratori pubblici nominati, fra l’altro, dalla solita politica cieca, sorda e soprattutto muta. Anche per questo è già pronta una mia interrogazione in cui si porta a conoscenza della Commissione europea quanto emerso e soprattutto chiediamo quali controlli siano stati effettuati dall’autorità di gestione e dai dipartimenti competenti sull’utilizzo dei fondi destinati a questo ente. La Calabria, regione in balia del dissesto idrogeologico, viene lasciata letteralmente franare ed i fondi europei destinati alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua venivano invece, per come si apprende dalle carte dell’inchiesta, destinati al pagamento degli stipendi dei dipendenti di Calabria Verde. Una distrazione di circa 70 milioni di euro sottratti per finalità di lottizzazione politica e per uso privato anziché essere utilizzati per la rimozione del rischio esondazione, per interventi di mitigazione del rischio frane ed in generale per azioni di messa in sicurezza del territorio calabrese.
L’indignazione dovrebbe essere generale ed invece dalle stanze dei politici calabresi non arriva nessun commento. Pieno garantismo, nonostante le misure cautelari ed i gravi fatti contestati. Il buon Furgiuele, per come letto, pare utilizzasse le casse di Calabria Verde, foraggiate da fondi provenienti dalla Comunità europea, come un bancomat personale e per usi privati quali la ristrutturazione di una propria abitazione. In totale tranquillità, gli operai di un ente regionale venivano impiegati nella casa del dirigente ad Amantea pur risultando in quelle stesse ore e giorni presenti in tutt’altro luogo. Emerge un quadro fosco e sconfortante. Comportamenti, da parte dei vertici di un ente pubblico, che superano la spavalderia istituzionale, valicano con troppa leggerezza e tranquillità i confini della legalità senza che alcun organo di controllo, anche e soprattutto politico, si accorga di quanto accade. Tutto questo mentre la Calabria si sbriciola sotto i nostri occhi”.

venerdì 23 settembre | impossibile crescere senza trasparenza

oliverio-roccisano-825x510Anche il Presidente della Regione Mario Oliverio rompe gli indugi e affida le proprie considerazioni a un comunicato stampa:

“Il quadro che emerge dalle indagini giudiziarie della Procura di Catanzaro che interessano Calabria Verde è grave e non può essere in alcun modo sottovalutato.
Certamente non lo è da parte nostra che, vorrei ricordarlo a quanti fanno di tutto per sottacerlo o minimizzarlo, non a caso nei mesi scorsi abbiamo assunto la decisione di mettere alla guida di Calabria Verde una personalità autorevole e di indiscussa garanzia di legalità qual è il Generale Mariggiò, con il chiaro intento di avviare la necessaria opera di risanamento,  di riorganizzazione,  rilancio e recupero di legalità e trasparenza nella gestione dell’ente più importante della Calabria.
La Giunta Regionale guidata dal sottoscritto è impegnata in una opera di bonifica e di affermazione della legalità nella vita della Regione a 360 gradi. In questa direzione sono state assunte in questi primi venti mesi di governo, concrete misure attraverso la riorganizzazione delle strutture della Regione, la realizzazione della rotazione nei ruoli di responsabilità,  il commissariamento di tutti gli enti sub regionali,  le società partecipate,  le fondazioni, le società in house e l’avvio di un processo di riordino,  di accorpamento e di messa in liquidazione di strutture inutili e spesso produttrici di clientele, sprechi, illegalità. Anche per questo l’opera della Magistratura volta a fare luce e a colpire responsabilità e illegalità non può che essere incoraggiata e salutata positivamente.
La Calabria cresce se si afferma la legalità, si recupera fiducia nelle istituzioni, si affermano regole e  trasparenza nell’utilizzazione delle risorse pubbliche”.

di cosa si occupa, di cosa si dovrebbe occupare Calabria Verde?

calabriaverdePer non sbagliare, riportiamo esattamente quanto scritto nel sito istituzionale alla pagina “chi siamo”.

Servizi:

  • Tutela del patrimonio ai fini istituzionali, concernente la forestazione e la politica per la montagna.
  • Attività di Servizio di Monitoraggio e Sorveglianza idraulica della rete idrografica regionale.
  • Attività regionale di prevenzione e lotta agli incendi boschivi e supporto della protezione civile.
  • Interventi di pertinenza della Regione per la prevenzione ed il risanamento dei fenomeni di dissesto idrologico ed idro-geologico.
  • Cura e gestione del patrimonio forestale della Regione Calabria.

Compiti:

  • Salvaguardia, valorizzazione e sviluppo del patrimonio forestale e faunistico della Calabria;
  • produzione di beni e/o attività competenti l’ambito della forestazione e delle politiche della montagna. L’azienda, per attenuare i danni delle calamità naturali radicate nel territorio regionale, svolge un’approfondita azione di prevenzione meteorologica ed idrogeologica.

La prevenzione è tutto, ormai lo abbiamo imparato.