Il nuovo gioco di Reggio: come sarà (finita) l’edicola di piazza Duomo?

di Ponzio Pilato —

“Ti spiego. L’hanno fatta bianca perché i marciapiedi sono bianchi, e anche la facciata del Duomo è quasi bianca. Così si inserisce nel contesto”. “Ma che ianca e ianca. Nira va fatta, e non in plastica. Sembra na cascia da morto”.

rc-piazza-duomo-edicola3Siete passati ultimamente in piazza Duomo a Reggio Calabria? Quella che avete appena letto è una conversazione tipo rubata (e lavata, epurata di improperi e Madonne varie) davanti all’ultima novità di questi giorni.
Ve la siete persa? Presto recuperata: il Tar dà ragione al Comune di Reggio Calabria per la questione dello spostamento dell’edicola (quella più grande, lato nord, per intenderci). E una manciata (ma piccola) di giorni dopo dall’altra parte della piazza si materializza, come per incanto, un parallelepipedo formato Teu (i container che passano a Gioia, per intenderci). Alluminio o pvc poco importa: rifilati bianchi, il resto in vetro. Ci armeggiano da giorni, dentro e fuori. Sbirciando meglio si intravede pure un piccolo servizio sul retro, immagino con wc chimico. L’hanno piazzato lì, accanto all’edicola più piccola, e subito questi reggini che non hanno di meglio da fare hanno iniziato le processioni davanti alla novità, che sta proprio sotto il bel lampione stile liberty che sarà replicato al posto di tutti gli altri lampioni provvisori, della piazza e del corso.
Confesso, il dubbio è venuto anche a me: vuoi vedere che davvero questa roba è la splendida scelta di grande architettura per ingentilire i due lati della piazza prospicienti il corso? Ma poi ci ho ragionato. Non è possibile. Ed ecco cosa penso.

rc-piazza-duomo-edicola2Non può essere la soluzione definitiva. Certamente quella che vediamo e per cui inorridiamo è una sorta di scheletro, intorno al quale saranno applicate tutte le modanature in stile per dare un senso alle due edicole. Non occorre essere stati a Vienna, Parigi, Bruxelles, Londra, Barcellona o in tutte le città che a cavallo tra l’otto e il novecento fiorirono con il modernismo artistico e architettonico battezzato Art Nouveau (in Italia più conosciuto come stile floreale o stile Liberty): basta un’occhiata veloce a ciò che è stato costruito in quel periodo ovunque. Persino a Reggio.
E quindi sono certo che presto appariranno come per incanto (il secondo) ferri battuti gentili e floreali che faranno da cappello e da vestiti di ciò che oggi ci aggredisce gli occhi con la forza di un pugno nello stomaco. Cosa dite? Non era meglio pensare a ordinare qualcosa di già pronto e in stile, magari simile all’edicola-punto informativo di piazza Camagna? Certo che non ve ne va mai bene una. Persino oggi che avete la certezza del ponte sullo Stretto, e di 100mila nuovi posti di lavoro, avete da ridire…