A Roma l’Umbra Luce di Massimo De Lorenzi

da Tielle Comunicazione

“Partendo da soggiorni nella foresta Umbra Massimo De Lorenzi, ha dipinto una serie di oli di grandi e medie dimensioni, dove la luce e l’ombra, lottano per diventare il punto centrale dell’opera. La sensazione che si ha di fronte a queste tele è quella di ritrovarsi in un percorso in bilico tra realtà e sogno, dove la sequenza di tronchi, fogliame e rovi, lascia intravedere un mondo carico di umori vegetali, nel quale a volte si ha l’impressione di percepire gli odori della campagna e il sottile rumore del vento”, così Pedro Cano, descrive la mostra “Umbra Luce”, curata da Marisa Cagliostro ospitata in esclusiva presso l’elegante sede romana dello Studio Legale Dike di Via Michele Mercati 17/A, e che sarà visitabile su appuntamento dal 2 dicembre 2016 al 9 gennaio 2017.

m-francesca-quattroneUna raccolta di 20 opere di pittura per il quarto appuntamento del Progetto Arte ideato da Maria Francesca Quattrone, titolare dello studio ed avvocato esperto in diritto della proprietà intellettuale, diritto dell’arte e dei beni culturali per supportare e sostenere talenti nella diffusione delle loro opere e sensibilizzare gli artisti e gli operatori del settore su aspetti giuridici spesso trascurati, come ad esempio il diritto di seguito (ndr: il diritto dell’artista ad essere remunerato per le vendite successive alla prima della propria opera d’arte). L’arte è creatività, è sogno, ma è anche sostentamento, remunerazione per chi crea e rispetto morale per l’autore.

“Umbra Luce” – afferma l’Avv. Quattrone – “è la quarta mostra che si svolge negli spazi di relazione del nostro Studio dopo aver ospitato artisti eccezionali quali Serge Uberti (a cura di Francesca Barbi Marinetti), Carlo Simoni (attore di teatro) e Luiss Molteni (attore di cinema). Il nostro è uno spazio libero come lo deve essere l’arte. A questa libertà, però, si deve sempre accompagnare il rispetto delle regole nella circolazione delle opere e la valorizzazione delle stesse che deve significare anche remunerazione corretta e riconoscimento dei diritti per l’autore”. Gli artisti che hanno esposto presso lo Studio Dike provengono da diversi settori come la musica, il cinema, il teatro.

“Dicono che musica e pittura siano indissolubilmente legate. Nulla mi suona più vero. La mia vita è un andirivieni dall’una all’altra. Non saprei dire quanto il mio essere concertista tragga dalla pittura, allo stesso modo non so affermare quanta musica suoni nei miei quadri”, conferma De Lorenzi.

“Il lavoro artistico di Massimo De Lorenzi” – spiega la curatrice della mostra Marisa Cagliostro – sorprende e affascina positivamente sia nelle tele di grandi dimensioni che nei piccoli formati che hanno come principale soggetto il mondo silenzioso ed eloquente della natura incontaminata del paesaggio garganico della foresta Umbra. Esercizi ben riusciti di luce e di colore, di forme quasi antropomorfe che vorrebbero suggerire presenze/assenze umane che nulla aggiungerebbero alla pura visione di luoghi dell’anima, di spazi senza tempo nei quali immergersi sino ad identificarsi o annullarsi in un paesaggio senza stagioni e senza tempo”.

La luce e l‘ombra (UMBRA LUCE) protagonisti di un eterno conflitto. Bagliori trame luminescenti che appartengono ad una memoria visiva personale che viene da lontano, come fossero rimasti impressi in una vecchia pellicola fotografica che cerca di trattenerli intatti come per superare i mutamenti del tempo. La continua ricerca che appassiona l’Artista è il mutevole carattere della luce e l’effetto drammatico che ne scaturisce cambiando il modo di percepire il mondo intorno a noi.

In occasione dell’inaugurazione del 1 dicembre gli ospiti sono invitati ad entrare nella foresta Umbra di Massimo De Lorenzi. Parte del ricavato della vendita delle opere esposte verrà devoluto dall’Artista alla Protezione Civile per i terremotati dell’Umbria.

STUDIO LEGALE DIKE - Via Michele Mercati 17/A – Roma 
UMBRA LUCE
Personale di Massimo De Lorenzi
a cura di Marisa Cagliostro
Inaugurazione: giovedì 1 dicembre 2016 - ore 18.30
Apertura al pubblico dal 2 dicembre

MASSIMO DE LORENZI

Artista figurativo romano, da anni espone i suoi lavori in mostre personali e collettive. La sua formazione ha inizio nello storico I° Liceo artistico di Via Ripetta di Roma e la sua passione per la pittura e il disegno lo portano a frequentare i corsi del pittore belga Pierre Chariot all’Ecole Europeénne di Bruxelles. Momento importante nella sua formazione artistica è l’incontro con il grande pittore Spagnolo Pedro Cano, esponente di punta del neorealismo, che ha saputo individuare le sue attitudini indirizzandolo verso la ricerca di un proprio stile.
La sua è una pittura ispirata alla natura vista come riflesso psicologico dell’uomo; nei suoi quadri si percepiscono atmosfere velate e visioni notturne affidate ad una personale ricerca della luce e del cromatismo. Combina la tradizione del paesaggismo romantico con la forza dei cromatismi moderni. Ricava così una scena compositiva dove le linee di forza vengono modulate dai ritmi scaturiti da una spirituale ricerca dello spazio.
Massimo De Lorenzi svolge una intensa attività di concertista come solista e con importanti artisti in Italia e all’estero. Afferma: “Dicono che musica e pittura siano indissolubilmente legate. Nulla mi suona più vero. La mia vita è un andirivieni dall’una all’altra. Non saprei dire quanto il mio essere concertista tragga dalla pittura, allo stesso modo non so affermare quanta musica suoni nei miei quadri.” Non solo il colore può suscitare vibrazioni emozionali di diversa natura, anche la luce che penetra e cambia le geometrie di una composizione accendendo nuove sensazioni nello spettatore. La sua ricerca si concentra sulla luce come strumento di comunicazione e motore di una gestualità pittorica capace di dare forma alla composizione. La luce e l‘ombra (UMBRA LUCE)protagonisti di un eterno conflitto. Bagliori e le trame luminescenti che si concretizzano nei suoi  lavori, appartengono ad una memoria visiva personale che viene da lontano, come fossero rimasti impressi in una vecchia pellicola fotografica che cerca di trattenerli intatti ma non ci riesce del tutto a causa del tempo che tutto muta. La continua ricerca che appassiona l’Artista è il mutevole carattere della luce e l’effetto drammatico che ne scaturisce cambiando il modo di percepire il mondo intorno a noi.
“Naturalmente attratti da quel che ci sovrasta rimaniamo pietrificati da quel che invece ci attraversa. Massimo De Lorenzi scruta un orizzonte nuovo, alzando i piedi da terra e volgendo lo sguardo verso l’alto, alla ricerca di indissolutezza e miraggi, scopre la propria dimensione del reale. Il fogliame degli alberi separa il mondo dell’ideale da quello dell’immaginario, la luce scandisce la temporalità del divenire, l’universo materiale è tenuto a debita distanza, il senso è da ricercarsi nell’altrove. Al di la della raffigurazione sopravvive lo sguardo, schiavo di una illusione imperfetta, poichéé l’oggetto è sempre intuibile ma non rappresentabile”. (Fulvio Chimento)

LA MOSTRA

locandinaLa società moderna, immersa nel mito della specializzazione, obbliga i giovani a fare delle scelte radicali sul futuro, e indirizza su un unico binario, non solo chi è convinto del ruolo che vuole sostenere nella vita, ma anche chi vorrebbe avere più di una strada da percorrere. E’ difficile trovare oggi, uomini e donne con capacità di eseguire più di un mestiere e per questo che Massimo De Lorenzi è una vera rarità.
Lo conobbi venti anni fa. Lui già conosceva il mio lavoro, e attraverso un negoziante di belle arti che mi forniva carte e colori, venne a trovarmi nel mio studio. Portò con sé una serie di carte nelle quali io intuii le sue grandi capacità per il disegno, anche se la vera sorpresa fu quando mi disse che aveva appena finito il Conservatorio di musica come chitarrista, e che amava molto la musica classica, come quella sperimentale. E’ stato un vero piacere vederlo crescere in questi due mondi. Da una parte Dischi, Teatro e concerti legati a grandi figure dello spettacolo dall’altra con lo stesso entusiasmo il suo linguaggio pittorico cresceva si evolveva e ogni volta diventava più complesso e affascinante.
Adesso, partendo da soggiorni nella foresta Umbra ha dipinto una serie di oli di grandi e medie dimensioni, dove la luce e l’ombra, lottano per diventare il punto centrale dell’opera. La sensazione che si ha di fronte a queste tele è quella di ritrovarsi in un percorso in bilico tra realtà e sogno, dove la sequenza di tronchi, fogliame e rovi, lasciano intravedere un mondo carico di umori vegetali, nel quale a volte si ha l’impressione di percepire gli odori della campagna e il sottile rumore del vento.
Pedro Cano