Foti (Fi) su riforma Province: senza modifiche sarà caos

da Coordinamento Fi Calabria

Approssimazione e spregiudicatezza. Difficile trovare due termini che descrivano meglio di questi le basi dell’azione governativa degli ultimi tre anni. Un modus operandi che purtroppo non può essere circoscritto ad un solo episodio ma ad una vera e propria linea politica di cui ben presto pagheremo danni ancora maggiori di quelli che stiamo pagando oggi. E’ quanto dichiara in una nota il vice coordinatore di Forza Italia in Calabria Nino Foti.

Dopo la legge elettorale, varata nonostante entrasse in vigore in differita e sebbene prevedesse l’elezione di una sola Camera, e la riforma della Pubblica Amministrazione, già bocciata dalla Corte Costituzionale ma strutturata anch’essa in modo da essere compatibile con la nuova Costituzione che il Governo forse considerava già approvata, la ciliegina sulla torta è la riforma delle Province, emblema dell’arroganza e del dilettantismo al potere. La legge Delrio infatti è stata approvata, ovviamente a “colpi di fiducia”, sotto forma di un maxi-emendamento che prevede una riforma di questi enti solo parziale, da completarsi, come specifica il comma 51, con la successiva riforma del Titolo V. La stessa riforma a cui quasi 20 milioni di Italiani hanno detto No. Risultato? Il caos più totale. Le Province rimangono imbrigliate nella propria natura ibrida, mantenendo competenze importantissime fra le quali la manutenzione di una rete stradale di oltre 100 mila chilometri e la gestione e manutenzione ordinaria di oltre 5mila istituti scolastici, il tutto con una riduzione continua delle risorse che ha già portato tre enti al dissesto. L’esito del referendum pertanto impone un problema nuovo ed immediato di compatibilità della legge Delrio sull’istituzione di Province e Città Metropolitane ed il Titolo V della Costituzione rimasto invariato nonostante il tentativo del Governo Renzi.

Come se non bastasse, con ordinanza n. 1167/2016 del 24 novembre scorso, il TAR di Reggio Calabria, decidendo sul ricorso di alcuni consiglieri, avverso l’indizione delle elezioni per la Città metropolitana di Reggio Calabria ed il conseguente insediamento del consiglio, ha sospeso il giudizio e rimesso gli atti alla Corte Costituzionale.

Sull’argomento quindi si è generato un grande fermento a livello nazionale con piogge di ricorsi ai vari TAR e promozione di petizione popolari per ottenere l’annullamento delle varie elezioni provinciali e la modifica della legge Del Rio in modo da ridare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri amministratori come previsto per enti costituzionali quali le Province.

Per rimettere quantomeno un po’ d’ordine sarebbe necessario ed urgente che il Ministero degli Interni sospendesse le procedure elettorali in corso e l’insediamento dei Consigli delle Province e delle Città Metropolitane per evitare di istituire nuovi Enti in palese contrasto con la Costituzione. C’è pertanto un primo problema che, in attesa di un nuovo esecutivo legittimato dal voto popolare, grava già da subito sul neo Ministro Minniti, persona di capacità riconosciute, un nodo difficile da districare, poichè rimettere mano a questa riforma vorrebbe dire creare un vulnus politico non indifferente considerato che questo provvedimento, così come quelli citati in precedenza, rappresenta una vera e propria carta d’identità del Governo Renzi che in buona sostanza è il medesimo del Governo Gentiloni. Le ragioni di necessità e legittimità si scontrano pertanto con quelle ben più corpose ragioni di opportunità politica che l’ex Premier Renzi ha sempre anteposto, pensando di non dover mai fare i conti con la realtà dei fatti. L’esito del referendum sulla Riforma della Costituzione invece ha scoperto le carte e decretato una sonora sconfitta per la politica degli annunci spot permettendo agli italiani di riappropriarsi della propria sovranità. Quello che auspico quindi, conclude Foti, è che quantomeno il buon senso prevalga sulle altre logiche che fino ad ora hanno avuto la meglio, e se non ci si vuole assumere la responsabilità di ridare un senso alle istituzioni si dia quanto prima nuovamente la parola agli elettori.