Chindemi (Pci): la “svolta” per Falcomatà è dinamica e mutevole

da Salvatore Chindemi *

Per chi non avesse ancora capito cosa intenda realmente il primo cittadino quando parla di “Svolta “, suggerirei di analizzare il suo percorso politico. Per Falcomatà “Svolta” è un sostantivo dinamico che può, secondo le circostanze, assumere un significato mutevole: a volte si “Svolta” a destra, altre a sinistra; se non è utile o necessario, non si “Svolta” da nessuna parte.
La bussola che indica il percorso è la convenienza.

Osservate, con attenzione, con quale cinica freddezza, con quale finto interesse parla della città, del destino di migliaia di giovani in disperata ricerca di un posto di lavoro, del degrado delle periferie, del carico fiscale che opprime la città. Scoprirete, nella ricerca ossessiva di suggestive metafore (… calze di filo… scarpe da ginnastica… perle… fili d’oro…) e nel modo artatamente “dotto” cui vengono declamate, il significato semantico che serpeggia sopra le sue parole: sembra guardare tutto, ma, in realtà, non vede niente.
Ciò che emerge realmente, ad uno sguardo disincantato, è solo una smisurata ambizione, che passa sopra le cose e le persone, le quali assumono un qualche valore e significato solo se e quando appaiono funzionali al suo personale progetto.

La prova? Nei fatti.

Quando Bersani e Renzi competevano per la segreteria del PD, il nostro si schierò con il primo che, in quel tempo, gli appariva favorito, per poi “Svoltare” decisamente sul secondo quando questi risultò vincente. Si gettò (politicamente, ovvio) nelle sue braccia, facendo comica eco, ad ogni proposta, (ricordate il voltafaccia sul ponte sullo stretto?) “Svoltando” disinvoltamente verso ogni direzione indicata dal capo. La posta in palio era alta, (diventare senatore) e, saltellare incoerentemente da una posizione politica a quella antitetica, anche esponendosi ad immani figuracce, alla fine sarebbe stata poca cosa rispetto al grande ed agognato risultato finale.
Ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Una Domenica di Dicembre, la gente, tradita, lo sommerge sotto una valanga di No ed il sogno sfuma miseramente!!!
Ma ecco pronta una nuova “Svolta”: dopo un primo, comprensibile, disorientamento individua subito il sentiero ove incamminarsi per raggiungere il nuovo obiettivo: se il seggio senatoriale è sfumato, perché non tentare con quello alla Camera? Il capogruppo al comune del PD viene mandato in avanscoperta: la responsabilità del tracollo non è del Sindaco, dice, ma del partito, che, in provincia non esiste e quindi non conta, salvo poi, lo stesso, consegnarsi strumentalmente ai suoi maggiorenti regionali (i quali in realtà erano vivi e vegeti e schierati con Bersani e D’Alema, apertamente per il No, anche per ridimensionarlo), con i quali baratta vergognosamente qualche posto nella sua nuova giunta, con un eventuale credito futuro da esigere nella prossima tornata elettorale, senza trascurare però la possibilità di riSvoltare, in direzione Renzi, se da questi venisse inserito in qualche organismo nazionale del PD, proprio per contrapporlo “ai ras locali”, (definizione renziana) con cui oggi fa indefinibili accordi!!!

In tutto questo dove sta “l’amata Reggio”, i suoi bisogni, il suo destino?
Rivolgiamo un appello accorato ai vertici del PD e ai suoi interessati alleati: se questo è il prezzo che dobbiamo necessariamente pagare, per (s)voltare pagina in questa città, donategli una postazione sicura, anzi sicurissima, affinché possa finalmente coronare il suo sogno di approdare a Roma!! Accontenterete lui e l’intera comunità reggina che si libererà di questa “guida illuminata”, con la speranza di non incappare, la prossima volta, in una iattura simile.

* responsabile per le politiche della Città Metropolitana del Pci