L’attenzione del NYT per la Calabria rilancia il problema dell’aeroporto di Reggio

La pubblicazione sul New York Times della Calabria come unica meta italiana (la 37ma di 50 mete internazionali) che vale la pena di visitare crea reazioni immediate che partono da Reggio Calabria.

Il Sindaco Giuseppe Falcomatà punta sulla valorizzazione del territorio e della vocazione turistica: «Il fatto che anche una testata prestigiosa come il New York Times inserisca la Calabria tra le destinazioni da visitare nel 2017 ci fa comprendere quanto la nostra terra sia apprezzata in Italia e nel mondo. Siamo seduti su un tesoro inestimabile, un patrimonio naturalistico, storico, culturale, che non possiamo sottovalutare e che anzi, dobbiamo saper valorizzare in maniera adeguata, attraverso azioni sinergiche in grado di favorire lo sviluppo della nostra terra. E’ chiaro che quella turistica è l’unica indispensabile vocazione in grado di far rinascere il nostro territorio, sia sotto il profilo strettamente economico che sociale. Compito della politica deve essere quello di tessere i nodi di una rete che sia in grado di valorizzare questo patrimonio, rendendolo fruibile a cittadini e turisti. Ed il fatto che ad accorgersene sia stata una testata internazionale prestigiosa come il New York Times ci fa comprendere come la Calabria, pur tra le difficoltà, stia riuscendo giorno dopo giorno a costruire un’immagine diversa, lontana dagli stereotipi che per secoli l’hanno relegata ad un ruolo marginale, spesso connotato in senso negativo, sullo scacchiere nazionale ed internazionale.
La Calabria ed il Sud hanno già invertito questa tendenza. Non possiamo più essere considerati una palla al piede per il Paese, non più come territori da sostenere perchè condannati in una condizione di arretratezza, ma una terra in grado di invertire la marcia e creare sviluppo, economico e sociale, anche oltre i confini del Meridione. Reggio e la Calabria possono rappresentare una marcia in più per l’intero paese, per l’intera economia italiana. Ed i primi a rendersene conto devono essere proprio i cittadini che vivono su questo inestimabile tesoro, contribuendo insieme a valorizzarlo ed arricchirlo, giorno dopo giorno, raccontandolo al mondo intero in tutta la sua bellezza.
Sono tante le perle che costituiscono il nostro inestimabile tesoro ma per tenerle insieme è necessario rinforzare il filo che le lega, valorizzando il tessuto socioeconomico della nostra città, composto da quell’insieme di soggetti, istituzioni, associazioni, cittadini, che hanno il coraggio e la passione per continuare a coniugare i verbi al futuro, programmando il domani di questa terra, infondendo fiducia in tutti coloro che qui hanno investito, e vogliono continuare a farlo, ed attraendo in chi potrebbe iniziare adesso».

Falcomatà arriva, in fondo al comunicato, al punto dolente: «Trovo beffardo che la menzione giunta dal New York Times arrivi proprio in un un momento di crisi del sistema dei trasporti della nostra Città, con l’orizzonte negativo dell’abbandono da parte di Alitalia del nostro aeroporto. Una circostanza che deve spingere la politica ad andare oltre il rango istituzionale che la caratterizza, con l’obiettivo di difendere un’infrastruttura vitale per lo sviluppo presente e futuro della nostra terra. L’aeroporto di Reggio non può e non deve chiudere. Ci mobiliteremo, se necessario anche con veemenza, per evitare che quest’ipotesi nefasta possa realizzarsi. Al contrario lavoreremo affinché il Tito Minniti venga considerato da tutti, a livello nazionale ed internazionale, come un snodo trasportistico fondamentale del quale nessuno può fare a meno».

Più immediata e diretta Lucia Anita Nucera, neo assessore comunale: «Ottimo tempismo Alitalia! Proprio adesso che il New York Times ha inserito la Calabria tra i 52 posti da visitare nel 2017… L’annuncio dell’Alitalia che riguarda l’abbandono dell’Aeroporto dello Stretto, è una delle questioni che negli ultimi giorni sta preoccupando fortemente una cospicua parte di reggini.L’Alitalia è un’azienda che ormai da decenni lavora a fianco dell’Aeroporto dello Stretto – con prezzi molto più alti rispetto alla media nazionale – che da vent’anni a questa parte, a causa della cattiva amministrazione che l’ha portata al fallimento, è costretta a porre tagli ovunque; non entro in merito nella questione, ma mi rendo conto della dimensione dei disagi che questo abbandono potrà creare a tutti i cittadini che quotidianamente sono costretti a viaggiare per motivi di salute, ma anche ai professionisti, agli studenti e agli imprenditori. Se l’obiettivo della società è quello di eliminare lo scalo di Ravagnese, che lasci liberi gli slot di Fiumicino e Linate così da poter far subentrare un’altra compagnia che garantisca la continuità del servizio. 
A mio avviso, è necessario un progetto di ampliamento dell’aeroporto e l’unica soluzione è quella di estenderlo sul mare proprio come a Kansai in Giappone, su progetto di Renzo Piano, facendolo così diventare uno scalo internazionale e punto di riferimento per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e Messina. Sia il sindaco Giuseppe Falcomatà che il presidente Mario Oliverio sono intervenuti mettendo a conoscenza il governo e i vertici di Alitalia per risolvere i problemi. Se sono veritiere le imitazioni di Maurizio Crozza che hanno come soggetto Montezemolo, la vedo nera non solo per il Tito Minniti ma soprattutto per la società Alitalia».