Aeroporto dello Stretto, Delfino: «Il destino sarà segnato dalla nuova società di gestione»

di Demetrio Delfino *

Che l’aeroporto dello stretto rappresenta una infrastruttura importante e vitale per lo sviluppo dell’intera area metropolitana, è un convincimento pacifico, scontato e che trova tutti d’accordo: forze politiche e cittadini. La decisione di Alitalia di abbandonare, dal prossimo mese, l’aeroporto “Tito Minniti” rappresenta una scelta che non è stata per niente condivisa non solo dai reggini, ma nemmeno dal Presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio e dal Sindaco Giuseppe Falcomatà i quali non hanno esitato a stigmatizzare l’incomprensibile quanto scellerata decisione di Alitalia di porre fine ai collegamenti tra Reggio e le città di Milano e Roma. L’importante struttura aeroportuale reggina è stata da sempre penalizzata da Alitalia sia perché ha gestito l’aeroporto cittadino in regime di assoluto monopolio sia perché ha imposto agli utenti reggini tariffe esorbitanti, mentre dall’aeroporto di Lamezia, sulle stesse tratte, Alitalia pratica costi molto più competitivi. E’ del tutto inconcepibile che allo scalo reggino le logiche di mercato siano state bandite, come appare del tutto incomprensibile che Alitalia decide di abbandonare il “Tito Minniti” perché ritenuto economicamente non appetibile nonostante i voli dall’aeroporto cittadino hanno fatto registrare sempre il pieno assoluto.

E’ vero che Alitalia non è più la compagnia di bandiera e quindi può stabilire in modo del tutto autonomo le strategie e le tratte da preferire, ma che la città di Reggio Calabria debba essere tagliata fuori dai collegamenti aerei con le maggiori città italiane e con il reale pericolo che lo sviluppo dell’intero comprensorio metropolitano possa essere pesantemente compromesso, si pone in una logica di evidente contrasto anche con gli obiettivi e le strategie politiche del Governo cittadino i cui propositi sono mirati a migliorare la mobilità interna e i collegamenti veloci. L’obiettivo politico del Sindaco Falcomatà è principalmente rivolto a trasformare Reggio da città sul mare a città di mare e da città a vocazione turistica a città turistica, ma se l’aeroporto cittadino dovesse chiudere, questi propositi saranno inevitabilmente compromessi. Limitare l’attività aeroportuale del “Tito Minniti” ai soli voli con le città di Roma e Milano non rappresenta sicuramente una soluzione lungimirante. L’aeroporto dello Stretto deve avere la stessa attenzione dell’aeroporto di Crotone e di Lamezia, anche perché differenziare la politica dei trasporti in Calabria oltre ad alimentare inutili quanto dannosi conflitti, serve unicamente a riesumare la medievale divisione tra Calabria Ultra e Calabria Citra quando invece all’intera regione serve un piano dei trasporti omogeneo e integrato. L’aeroporto cittadino può definitivamente decollare e diventare strategico per l’area dello stretto se saranno realmente sfruttate le sue reali potenzialità di sviluppo. Puntare sui collegamenti aerei a costi competitivi non solo con le maggiori città italiane ma anche con i maggiori aeroporti d’Europa e dei paesi che si affacciano nel bacino del Mediterraneo, attraverso anche voli low cost, con l’obiettivo prioritario di dirottare in città importanti flussi turistici e magari favorire operazioni commerciali, rappresenta un aspetto cui guardare con estrema attenzione. Come non si può pensare di sviluppare lo scalo reggino se non si guarda all’utenza della dirimpettaia città di Messina e alla possibilità di potenziare i collegamenti via mare tra l’aeroporto dello stretto, le isole Eolie e la città di Taormina.

Il Sindaco Falcomatà sta portando avanti una battaglia coerente con i propositi di rilancio dell’aeroporto e con i percorsi politici assunti per migliorare la mobilità nel contesto urbano. Al di là degli esiti che scaturiranno dal vertice con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti fortemente voluto dal Presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio e dal Sindaco, Giuseppe Falcomatà per discutere sul futuro degli aeroporti regionali, speriamo che l’Enac riesca in tempi brevi a nominare la società che dovrà gestire l’aeroporto cittadino. Spetta, infatti, alla nuova società di gestione individuare il piano industriale per un suo definitivo rilancio, ma se le scelte e le strategie del nuovo management non saranno attente e lungimiranti, il destino del “Tito Minniti” sarà segnato e con esso anche gli sforzi e le scelte politiche che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti con caparbietà per rilanciare lo sviluppo economico, sociale, culturale e turistico della città metropolitana.

* presidente del Consiglio comunale 
di Reggio Calabria