La Sei spa rinuncia al giudizio contro gli attivisti del NO carbone

dal Coordinamento ass. Area Grecanica - No Carbone

La SEI S.p.A., la società italoelvetica che aveva promesso di portare le navi da crociera al porto di Saline Joniche, che sosteneva che le qualità dell’aria del basso jonio reggino sarebbe migliorata grazie ai fumi emessi dalla centrale a carbone, la società che aveva garantito 1500 posti di lavoro per l’Area Grecanica, pare non esista più. Copia dell’istanza di cancellazione depositata presso la camera di commercio di Milano, è stata presentata dai legali della multinazionale al giudice Plutino, nel corso dell’udienza svoltasi il 24 gennaio scorso unitamente alla richiesta di interruzione del processo contro gli attivisti citati in giudizio.

Dopo la decisione di abbandonare definitivamente  il progetto di costruzione della centrale a carbone all’indomani della riapertura dell’iter autorizzativo decretata dalla decisione del Consiglio di Stato nel novembre scorso, oggi  SEI S.p.A. rinuncia alla causa contro Paolo Catanoso, Noemi Evoli e  Domenico Larosa, cessando di esistere. SEI cessa! e cessa vigliaccamente. Probabilmente terrorizzata dal esito negativo che avrebbe avuto per essa il processo e dalle consequenziali ripercussioni su coloro che il processo lo hanno fortemente voluto avanzando una richiesta di risarcimento danni, da più parti e a gran voce, ritenuta una mossa per intimidire e censurare il fronte del NO, non curanti di aver giocato per quasi tre anni con la vita di tre cittadini della nostra terra ritenuti colpevoli di aver sostenuto ragioni contrarie al carbone e ai suoi veleni insieme alla stragrande maggioranza dei cittadini dell’Area Grecanica.

SEI cessa! dopo avere chiesto agli attivisti No Carbone l’esorbitante cifra di 4 milioni di euro, ponendo sulle loro vite una enorme spada di Damocle, decidendo, un bel giorno e come se niente fosse, di non esistere più. E cosa importa se la citazione in giudizio ha causato sofferenza agli attivisti ed alle loro famiglie, cosa importa se ha rubato tempo e risorse ai tribunali, impegnati per anni a deliberare inutilmente, cosa importa dal momento che per la SEI è stato tutto un gioco, come dimostrerebbe la dichiarazione rilasciata alla stampa dal loro legale difensore Renato Vitetta “la citazione è stata presentata esclusivamente con l’obiettivo di responsabilizzare certi interlocutori”.
SEI cessa! e la legge glielo permette, perché una società può cessare di esistere con buona pace di coloro che hanno pendenze nei suoi confronti. Il processo si interrompe senza se e senza ma. Continuare vorrebbe dire scontrarsi contro un fantasma, perché della società italoelvetica non esiste più nulla di fisico, tranne un documento che ne dichiarerebbe la definitiva cancellazione.

Aspettando la decisione del giudice, prevista per il 20 marzo p.v., cogliamo l’occasione per rinnovare il nostro più profondo ringraziamento a chi in questi anni, con grandissimo impegno ed eccellente professionalità, ha sostenuto il No Carbone in tribunale contro la SEI, gli avvocati Angiolino Palermo ed Angela De Tommasi. Tutta l’attività da loro espletata ha avuto come incentivo la difesa di un ideale in cui credono, e questo ideale è stato il motore del loro lavoro svolto pressoché gratuitamente se si guarda ai possibili compensi del valore della causa. L’esigua parcella a loro corrisposta non potrà mai ripagare, neanche in parte,  tutta la cura, l’attenzione e lo studio profusi nel corso di tutti questi anni.

SEI cessa! ma non cesserà mai la lotta affinché la nostra terra abbia lo sviluppo che merita basato sull’immenso patrimonio che custodisce.