Si apre l’Anno giudiziario a Reggio e Catanzaro: tra allarme e questioni irrisolte

“Decenni di crescente presenza ‘ndranghetista hanno avuto effetti deformanti anche sul modo di pensare dei cittadini, quasi predisponendone l’habitus all’illegalità diffusa nel convincimento dell’impunità. Una situazione paradossale: proprio nel territorio che avrebbe maggiore necessità di affermare la presenza dello Stato e di garantire i diritti dei singoli, si denotano i maggiori i ritardi e le carenze dell’azione giudiziaria”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria Luciano Gerardis aprendo con la sua relazione l’anno giudiziario, alla presenza del ministro dell’Interno Marco Minniti, della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi, del sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. “Il distretto di Reggio – ha sostenuto – è connotato dalla presenza e dalla pervasività della ‘ndrangheta, associazione criminale unitaria, efficiente e moderna, che si incunea nelle pieghe di qualsiasi attività di cui assume il dominio”.

“Da decenni – ha proseguito Gerardis – le stesse famiglie continuano a gestire i traffici e gli organismi criminali, un ramificato sistema di potere che trova a livello di vertice una componente occulta o riservata con funzioni strategiche, composta anche da esponenti delle istituzioni e delle professioni, capace di condizionare la vita politica ed economica della città e dell’intera regione”. Gerardis ha quindi voluto ribadire l’impegno dei magistrati del distretto, “nonostante la cronicità delle carenze di organico e del personale di cancelleria, che in taluni settori sfiora il 50%, con decine e decine di maxi procedimenti penali trattati e di difficile cernita che riguardano centinaia di inquisiti per reati di mafia”. Poi l’appello finale all’opinione pubblica, ricordando le parole del presidente del Cile Salvator Allende rivolte al suo popolo prima di essere ucciso: “Sappiate che molto più prima che dopo si apriranno i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero per costruire una società migliore”

De Raho: “Vogliono trasformare la ‘ndrangheta in principale agenzia criminale del pianeta”

E’ in atto “un processo di scotomizzazione” della ‘ndrangheta “allo scopo di trasformarla da organizzazione per delinquere di tipo mafioso operante su un territorio a principale agenzia criminale del pianeta”. Ha aggiunto il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario, rimarcando “esistenza ed operatività della componente occulta o riservata avente funzioni strategiche”. Un concetto ripreso dal presidente del Tribunale facente funzioni Olga Tarzia, che ha definito “preoccupante il fenomeno che vede intersecarsi la deriva criminale di vasti settori della politica dedita alle pratiche corruttive con il fenomeno dell’acculturazione e della politicizzazione delle elite mafiose che ha dato vita a ‘comitati d’affari’ di cui fanno parte soggetti della politica, delle istituzioni, della finanza e i colletti bianchi delle aristocrazie mafiose, che mettono in comune le loro risorse (potere economico, di influenza politica, di intimidazione, capitali relazionali) per colonizzare interi comparti economici ed istituzionali”.

Minniti: si potrà vincere se rimarrà viva la speranza in un futuro migliore

“La ‘ndrangheta controlla in Italia pezzi del territorio in cui è radicata da moltissimi anni e da qui muove le sue fila e le sue strategie per influenzare anche le grandi capitali economiche del Paese. Oggi occorre ricreare, oltre la repressione, quel clima di prevenzione ideale e culturale, una sorta di afflato nazionale affinché il magistrato che si alza a sostenere l’accusa dentro un’aula di tribunale avverta accanto a se la gratitudine dell’interno Paese“. A dirlo il ministro dell’Interno Marco Minniti. “Parlare di ‘ndrangheta – ha sostenuto Minniti – non significa parlare male della nostra città e della nostra regione, è invece un atto d’amore verso questa nostra terra”. Commentando la relazione del presidente della Corte d’appello Luciano Gerardis, il Ministro l’ha definita “forte e orgogliosa rivendicazione e speranza per il futuro. Se terremo aperta quella porta per una speranza di vita migliore la battaglia contro la ‘ndrangheta verrà vinta. Da parte mia, ritengo doveroso fare di tutto per dare una mano alla mia città e ai nostri concittadini. Ad oggi registriamo una sequenza di straordinari successi contro questa organizzazione criminale e io, da Ministro dell’Interno dico grazie a tutte le forze di polizia che qui operano ed alla magistratura reggina e calabrese. Qui si gioca una partita decisiva per il Paese che va oltre, per le evidenti ragioni che emergono, i confini della nostra terra”.

L’apertura dell’Anno giudiziario a Catanzaro

“Il folclore della “coppola” e del dialetto, le manifestazioni religiose, le processioni, alle quali pure si assoggettano affiliati vecchi e nuovi, zone grigie di fiancheggiamento anche a fini di’ consenso elettorale, cedono alla fenomenologia della finanza, delle acquisizioni azionarie nelle piazze borsistiche primarie”. E’ questo uno dei tratti in cui la ‘ndrangheta si e’ evoluta, secondo quanto evidenziato nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nel capoluogo calabrese. Il presidente Introcaso ha sottolineato, tra l’altro, che “la forza delle associazioni deriva giustappunto dalla capacita’ di adattamento alle situazioni ed ai mutamenti in modo tale che esse si aggregano, si disfano, si ricostituiscono, si fondono a seconda della rilevanza criminale dei soggetti compartecipanti, dello stato di’ liberta’ e dell’esistenza in vita degli stessi, cui si correla l’ambito di azione e di’ attivita’ criminale verso il quale l’intrapresa criminale e’ diretta”. Una evoluzione continua, dunque, cosi’ come ripercorso nella relazione: “Se negli anni Novanta l’attivita’ criminale era indirizzata prevalentemente agli appalti pubblici nell’edilizia, facendo lievitare notevolmente il costo delle opere a carico della collettivita’, oggi gli investimenti sono anche di altra natura. Dalle energie alternative alla grande distribuzione, dalla sanita’ privata alla tecnologia e all’immigrazione. Sono settori che hanno a che fare con i bisogni quotidiani di tante persone. E che per questo – conclude Introcaso – rendono piu’ complicata l’azione repressiva”.

Ogni anno 2,1 milioni per fitto locali

Per i soli uffici giudiziari collegati alla Corte d’Appello di Catanzaro e alla Procura distrettuale esistono contratti di affitto di immobili per un esborso annuo di 1,5 milioni di euro per gli uffici giudiziari di Catanzaro e di oltre 600 mila euro per quelli di Cosenza. La notizia e’ stata resa nota nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Il presidente ha spiegato che “la ristrettezza degli spazi comporta il ricorso a costose locazioni di immobili ai fini della allocazione di articolazioni ed uffici della Corte e della Procura della Repubblica, oltre che della sede dei giudici di Pace”. Introcaso ha, pero’, sottolineato l’importante collaborazione istituzionale che ha permesso di individuare l’ex struttura dell’ospedale militare di Catanzaro per realizzare i nuovi uffici della Procura, sottolineando, pero’, “le carenze relative ai servizi di condizionamento dei Tribunali di Cosenza, Paola e Lamezia Terme, afflitti da gravi malfunzionamenti impiantistici affrontati negli anni con interventi parziali e limitati e che hanno eluso gli aspetti fondamentali”.

Piante organiche inadeguate 

“Le piante organiche di tutti gli uffici del distretto (requirenti e giudicanti) sono inadeguate sia in relazione al numero dei magistrati che a quello del personale amministrativo”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, spiegando che “il recente intervento normativa ha apportato sicuri benefici alla gestione degli uffici del Distretto, sopra tutti quelli a competenza distrettuale. Tuttavia, nel periodo – ha aggiunto – non puo’ che ribadirsi che le scoperture di organico sono ormai endemiche dal punto di vista quantitativo”.

Secondo il presidente, “a stabili percentuali corrispondono solo modificazioni soggettive dei giudici trasferiti ma invarianza nel numero; il risultato e’ un movimento migratorio costante in uscita con entrate costituite da magistrati ordinari di prima destinazione che, per vincoli ordinamentali, non possono svolgere funzioni di Gip/Gup, a seguito di correttivo normativa, adottato nel periodo di interesse, di abrogazione dell’articolo 13, tanto da suggerire il ricorso ad applicazioni infradistrettuali o endodstrettuali, tali da pregiudicare la gia’ carente efficienza degli uffici di provenienza”.

Nei dati riportati da Introcaso, si evidenziano le criticita’ dei tribunali di Vibo, con una scopertura del 33 per cento, Crotone (33%) e Catanzaro (25%), mentre rispetto alla situazione delle Procure lo stesso Introcaso ha definito la condizione come di “indubbia gravita’”, con due dei sette uffici inquirenti che hanno una scopertura del 50% e tre del 33%. Secondo il presidente della Corte d’Appello, dunque, “l’aumento di organico nei termini proposti appare essere quello minimo indispensabile per mirare a risolvere sia nel settore penale che ih quello civile le urgenti problematiche degli uffici, in cui si registra un costante aumento delle sopravvenienze”.