Calabria in corso, in corsa o alla rincorsa?

soffia il Maestrale

La grafica è accattivante, persino ammiccante. Il numero di copie pronte per la distribuzione tante, in fila, patinate. Il pubblico è quello delle grandi occasioni. Bisogna esserci. Impossibile non esserci. Ecco, ci siamo.

oliverio-2-anniPer chi non riuscisse ad arrivare/entrare nella Cittadella, no problem: c’è la diretta streaming. Social, ovvio. Sulla pagina ufficiale di Mario Oliverio e in quella creata appositamente per il grande evento, Calabria in Corso: “il rendiconto di due anni di lavoro della Giunta Regionale della Calabria, un dovere di informazione ed un atto di trasparenza amministrativa. È la concreta dimostrazione della coerenza tra gli impegni assunti nella campagna elettorale e le scelte compiute nell’azione di governo. È la lampante testimonianza della faticosa azione di recupero della credibilità della Calabria, in Italia ed in Europa. Nel rendiconto c’è la Calabria nelle sue articolazioni sociali e produttive, ci sono i bisogni delle donne e degli uomini di una regione in movimento, che vuole interrompere la decadenza e costruire il futuro”. Eccetera, eccetera, eccetera.

Un 30 gennaio dalle grandi novità: nuovo portale della Regione, fresco e friendly. Ovviamente in grafica coordinata (il “nuovo “design” grafico persegue l’idea di un’amministrazione moderna ed efficiente e realmente vicina al cittadino”). Consuntivo pubblico per i primi 2 anni di attività governativa. “Ma il bilancio presentato costituisce anche una base solida per aprire la seconda fase del governo regionale. Dopo il riordino istituzionale ed organizzativo, dopo la programmazione delle risorse, è il momento degli investimenti e delle opere, di dare al sistema Calabria tutte le opportunità di sviluppo, di nuova occupazione e di innovazione”.
E ancora. “Siamo consapevoli che i problemi aperti sono molti e grandi: conosciamo bene le sofferenze e le paure del popolo calabrese, ma anche la caparbietà, l’intelligenza e la capacità di iniziativa nel superare le difficoltà. Adesso grazie al nostro lavoro la strada per andare avanti è tracciata ed ha una sola direzione: la Calabria prima di tutto”.

Una direzione (la mission, infilata anche nel lungo discorso in presa diretta del governatore, tra un –zione e l’altro) che per ora gode di una grande certezza: prima di tutto c’è la comunicazione. Tanta, coordinata (e costosa). Perché qualcuno deve averlo detto, al grande Gerardo Mario: nella comunicazione pubblica non è importante fare, né fare bene, ma dire bene di aver fatto. E almeno nella forma grafica ci siamo: bravi i creativi. Sfugge la vision (quella mai nominata: l’orizzonte, la meta). Sfugge totalmente la strategia. Ovvero: abbiamo iniziato a dire. Ora tocca imparare a farlo bene. E poi, giusto per non essere sempre alla rincorsa, visto che nel frattempo qualcosa è cambiato anche nel senso e nella direzione della comunicazione pubblica, toccherebbe anche iniziare a fare. Almeno qualcosina, va’.