Alloggi popolari a Reggio: necessario adottare proposte di Angela Marcianò

da UnMondoDiMondi, ReggioNonTace e Ancadic

C’è in ballo una sorta di “lotta di classe” sulla questione alloggi popolari. Un nervo scoperto per il Comune di Reggio Calabria, affrontato nella seduta aperta del Consiglio comunale lo scorso 26 gennaio. La discussione, a cui hanno partecipato cittadini e associazioni interessati al tema, si è incentrata sulle modalità di azione per far ripartire un settore in cui regna una diffusa illegalità e inefficienza. La  questione delle verifiche sugli assegnatari e l’occupazione abusiva degli alloggi sono  i due aspetti dello stesso problema su cui si giocano le priorità  d’azione.

In sala consiliare si è arrivati dopo sette mesi dalla richiesta delle associazioni Un mondo di mondi, Reggio non tace e Ancadic, avendo come punto di partenza una delibera di consiglio proposta dal consigliere delegato Giovanni Minniti, incentrata in via prioritaria sulla lotta all’occupazione abusiva degli alloggi e solo marginalmente all’assenza di verifiche dei requisiti degli assegnatari  e alla questione trasparenza. Una scelta politica che evidentemente tende a colpire gli effetti e non le cause dell’illegalità diffusa nel settore. Puntando così alla coda anziché alla testa del problema, si finisce per punire in via prioritaria e senza distinzioni chi occupa un alloggio per necessitá e solo secondariamente chi lucra sul bisogno altrui. Ma la legge regionale vigente che norma il settore ha ben altra impostazione. La finalità degli alloggi popolari dovrebbe infatti assicurare  alle famiglie più povere  il diritto alla casa; al contrario il “sistema illegale” che “governa” il settore favorisce una classe sociale più agiata, se non anche criminale,  che pretende di mantenere un alloggio pur avendone perso i requisiti, che lo affitta, lo “vende”, lo adibisce ad altri usi e magari acquisisce il diritto al “riscatto” dell’alloggio senza averlo mai abitato.   Una realtà complessa di illegalità che si è affermata negli anni grazie alla complicità, all’inerzia e all’assenza di trasparenza delle istituzioni chiamate a vigilare  sul settore.

I 12 emenadamenti presentati dall’assessora Angela Marcianó e dal dirigente Marcello Romano rappresentano invece un punto di rottura con il vecchio sistema illegale. Il cosiddetto “tesoretto di dee”, cosí definito dal consigliere Minniti, ha  in realtà le sembianze di una panacea per i mali del settore.

Di fondamentale importanza è quindi come richiesto dall’assessora Marcianó:  l’adeguamento del personale  per poter effettuare le verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari, per le decadenze e per elaborare una banca dati pubblica con l’anagrafe degli assegnatari e censimento degli alloggi; l’adeguata applicazione delle assegnazioni in deroga (art 31 legge nr 32/1996) attraverso una regolamentazione che scansi i rischi clientelari garantendo  il diritto alla casa nei casi di effettiva emergenza abitativa. Da non trascurare anche le richieste sulle risorse economiche per ottenere il vincolo delle entrate dei canoni e delle vendite degli alloggi e richiedere al consiglio regionale  l’abrogazione del comma 7 bis dell’articolo 59/ter  della legge regionale nr 32/1996.

Considerando le proposte dell’assessora Marcianó e gli interventi dei cittadini e delle associazioni,  il consiglio ha deciso lo scorso 26 gennaio di rinviare l’approvazione di una delibera più forte e unitaria. Si attende quindi che le commissioni consiliari, chiamate ad elaborare in maniera celere la nuova proposta di delibera, lo facciano partendo dai 12 punti  presentati dall’assessora Marcianò. Pertanto c’é da auspicare che il prossimo consiglio comunale, da convocare a breve come  promesso dal presidente Delfino, porti all’approvazione di una delibera che contenga tutte le proposte dell’assessora Marcianò e solleciti le forze politiche a sostenerla nella sua applicazione.  Sarebbe un enorme passo in avanti nel rispetto della legge vigente, a garanzia del diritto alla casa per le famiglie più povere.

Cristina Delfino - Giacomo Marino - direttivo Un Mondo Di Mondi
Avv.to Nicola Santostefano per il Movimento Reggio Non Tace
Avv.to Francesco Nucara – presidente Associazione ANCADIC