4 mesi passati senza impedire il crollo annunciato del muro sulla ss 106 a Bova (Rc)

da Vincenzo Crea* e ass. Amici di Raffaele Caserta

Lo scorso 24 settembre scrivevamo: Ss 106 Bova Marina. Se crolla quel muro produce gli effetti di un terremoto. Come da noi segnalato con ripetuti  esposti l’evento si è verificato intorno alle ore 10,00 del 4 febbraio 2017. VERGOGNA-NAUSEA-TRISTEZZA-. Meno male che la proponente ANAS con varie note aveva assicurato – tutto tranquillo – il muro in questione è stato monitorato -, grazie a Dio senza morti e ringraziamo il Padre eterno in questo caso per aver provveduto a quanto si sarebbe potuto verificare ad un pullman con turisti o a pubblici funzionari in transito in quel tratto della variante SS 106 Bova Marina, realizzata senza che la proponente ANAS si fosse preoccupata dei siti argillosi che avrebbero suggerito  una edificazione a livelli orografici diversi e con strutture in cemento armato serie. Hanno inseguito il panorama partendo da quota quasi zero all’ingresso di Bova Marina per ritornare  a quota quasi zero dopo Palizzi.

Per noi tutto sbagliato, denaro pubblico sprecato. Il muro è crollato. Sulla galleria non  sappiamo  cosa succederà in futuro.  Sicuramente  si parlerà  di  nuovo  di
una variante totale lasciando in pace il territorio urbano di Bova, di Palizzi, di Brancaleone, di Bianco, tanto  per restare nei primi 100 chilometri della Ss 106, non più a scorrimento veloce. Con amarezza vi dobbiamo inviare in copia le note dell’ANAS a seguito delle nostre denunce e richieste d’intervento a far data 10 agosto 2015. Con detta prima denuncia si evidenziava che il muro presentava problemi di ordine statico tali, in caso di evoluzione, da poter costituire condizioni di pericolo per la circolazione stradale e per l’incolumità pubblica, pertanto era necessario ed urgente procedere alla eliminazione del pericolo imminente ed eseguire una immediata verifica di stabilità globale del sistema muro-terreno, innanzitutto verificando la capacità portante della fondazione. A tal proposito dietro comunicazione da parte della Direzione Generale per le Strade e le Autostrade e per la Vigilanza e la Sicurezza  delle Infrastrutture Stradali –Div.II  che ci informava sulle rassicurazioni dell’ANAS in merito al muro in questione, lo scorso 22 novembre reiteravamo le nostre preoccupazioni su quest’opera (muro) costruita al tempo e sulla quale da quello che si vedeva  era stata successivamente realizzata una sopraelevazione con relativo riempimento di terreno retrostante anch’esso probabilmente di materiale di natura argillosa. Si rappresentava che a nostro avviso questa sopraelevazione è stata eseguita non in conformità a norme tecniche, né di natura. Sempre secondo noi questa sopraelevazione di muro ha determinato un peso sul muro sottostante in c.a. che a suo tempo probabilmente non era stato eseguito su palificazione, vista la natura del terreno argilloso.  Pertanto sempre a nostro avviso bisognava eliminare immediatamente l’opera anomala di sopraelevazione e relativo rilevato sovrastante, ritornando con la regimentazione delle acque in pristino stato.

Non comprendiamo come mai l’ANAS tergiversa su un problemino così chiaro e semplice. Si segnalava infine che la spalla della galleria direzione Reggio/Taranto presenta profonde lesioni e scivolamento verso mare che fanno pensare siano dovute probabilmente all’abbassamento del terreno. Se si fossero tenute in considerazioni tali suggerimenti forse il muro non sarebbe crollato.

Ribadiamo ancora il nostro disappunto, confermiamo l’espressione Vergogna-Nausea-Tristezza.

Con l’occasione va richiamata fortemente ancora una volta l’attenzione sull’altra grave situazione di potenziale pericolo per la circolazione stradale e pedonale più volte segnalata, riguardante la demolizione del fabbricato in località Galati di Brancaleone. Pericolo aumentato atteso che la parziale demolizione dell’opera ha lasciato il vecchio manufatto in precarie condizioni di stabilità, il cordolo di coronamento in corrispondenza del 2^ timpano del manufatto lato Sud è stato parzialmente tagliato e si notano alcuni pezzi di cemento e gli “arcarecci delle capriate spingenti verso la strada ad un solo centimetro dalla strettissima viabilità. I lavori iniziati nel mese di luglio 2016 sono ancora fermi e sebbene abbiamo più volte chiesto ai sindaci, agli Organi di controllo della viabilità, ai manutentori Anas di farci avere notizie immediate sul perché i lavori sono fermi non abbiamo avuto risposta.

* Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”
e Referente unico dell’ANCADIC Onlus

la risposta dell’Anas
la lettera inviata al Ministero a novembre