Irto: la Calabria ha emergenze ben diverse dal vitalizio dei consiglieri regionali

Vitalizio? Sistema previdenziale “uguale – anche per quanto concerne le trattenute (8,80% a carico del Consigliere e 24,20% a carico del Consiglio) – a quello previsto dalla Camera dei Deputati e dalle altre Regioni d’Italia ed in analogia a quello vigente per i dipendenti pubblici”? Il dibattito politico regionale è aperto da qualche giorno, tra accuse e precisazioni con tanto di riferimenti normativi.

Arriva in tarda serata la secca nota del presidente dell’assemblea legislativa calabrese, Nicola Irto, che chiosa così le polemiche in corso:

“Rifiuto un’interpretazione notarile della funzione di presidente del Consiglio regionale. Ed è per questo che, pur rispettando le prerogative dei colleghi consiglieri, non considero prioritario né utile il progetto di legge sul trattamento pensionistico degli eletti. Questo progetto di legge a mio avviso deve cedere il passo dinanzi alle ben altre emergenze che contraddistinguono la realtà socio-economica calabrese. In una regione i cui indicatori sono complessivamente così negativi il lavoro delle Commissioni e dell’Aula va concentrato sui tanti problemi che attanagliano il nostro territorio e non su tematiche che rischiano di scadere nell’autoreferenzialità”.

Come dire. La questione è chiusa.