Il comune di Reggio per l’8 marzo: messa al bando della pubblicità sessista e “più tempo per te”

L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria arricchisce di iniziative e comunicazione la giornata che precede l’8 marzo.

Stamattina dirama un comunicato contro la pubblicità sessista negli spazi commerciali cittadini, informando che nei giorni scorsi “è stata approvata la delibera di Giunta che propone l’integrazione dei regolamenti sulla pubblicità e l’occupazione di spazi pubblici con una serie di clausole contro la discriminazione sessista di genere”. Questo il virgolettato del sindaco Giuseppe Falcomatà: «Si tratta di una battaglia di civiltà, fortemente significativa, soprattuto alla vigilia dell’anniversario dell’8 marzo, una celebrazione che non deve rimanere fine a se stessa ma riproporre al centro dell’agenda politica questioni importanti come la lotta contro la violenza sulle donne. La violenza di genere non è solo quella fisica ma spesso propone sottili meccanismi psicologici, che fanno leva su stereotipi, in ambito commerciale, e su una serie di meccanismi di comunicazione che propongono una vera e propria mercificazione del corpo femminile, svilendo il ruolo della donna nella società e determinando pesantissime discriminazioni di genere che hanno effetti nefasti soprattutto nella percezione del sentire comune popolare. Questa delibera vuole mettere fine a tutto questo, dando un messaggio molto chiaro e schierando la nostra Amministrazione in maniera netta contro la violenza sulle donne e per la promozione dei diritti di genere».

“Nello specifico” integra la nota dell’ufficio stampa comunale “la delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta municipale reggina, secondo i principi fissati dalla Comunità Europea, mette al bando “le immagini che rappresentano o incitano atti di violenza fisica e morale; i messaggi o le immagini discriminatorie che, anche attraverso l’uso di stereotipi, tendono a collocare le donne in ruoli sociali di subalternità e disparità; i messaggi che promuovono la mercificazione del corpo, attraverso rappresentazioni della donna quale oggetto di possesso o sopraffazione sessuale; i messaggi che promuovono i pregiudizi culturali e gli stereotipi sociali fondati su discriminazioni di genere, appartenenza etnica, orientamento sessuale, abilità fisica e psichica o credo religioso”. In termini pratici: pubblicità come quelle che nei mesi scorsi hanno tanto fatto parlare non potranno più essere pianificate nei tabellari reggini.

Ma l’amministrazione non si ferma qui, e poche ore dopo lancia “Più tempo per te”. E istituisce “la settimana della Gentilezza per celebrare l’8 marzo in città”.

“Si tratta” spiega il comunicato “di una modalità di attuazione di quanto previsto dal Jobs Act in ordine alla possibilità di cedere ferie e permessi tra lavoratori per assistere i figli che necessitano di cure costanti attraverso la costituzione della banca ore solidale tra dipendenti. In attesa che i contratti collettivi, stipulati dalle associazioni sindacali perfezionino le  condizioni e le modalità di esercizio del diritto previsto dall’art. 24 del Decreto legislativo 151/2015, da Reggio Calabria, l’amministrazione Falcomatà vuole lanciare un preciso impulso ad “offrire il proprio tempo” per la costituzione di una sorta di “tesoretto” iniziale, grazie alla collaborazione e disponibilità offerta da tutti i dipendenti comunali. La proposta è d’avanguardia, non ha precedenti all’interno di altre pubbliche amministrazioni, tuttavia ha riscontrato immediatamente il favore dei dipendenti comunali, basti pensare che a pochi giorni dalla sua attuazione, sono  stati  donati 1000 minuti”.

Ed ecco il virgolettato di Falcomatà: «Attraverso lo strumento della condivisione e della partecipazione riusciamo ad anticipare e costruire strumenti innovativi anche rispetto ai tempi della normativa nazionale, come già accaduto in occasione del registro delle unioni civili nel 2014, e al registro delle dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari che il nostro comune ha istituito già nel 2015. E’ questa l’unica strada che ci consente di abbattere le barriere per tracciare i nuovi bisogni e individuare risposte innovative. Da qui la libertà di chiedere di disporre meglio del proprio tempo per esigenze familiari e di salute, all’interno di una grande famiglia che è l’amministrazione pubblica».