Patrimonio culturale immateriale: ora è equiparato al materiale. Il ddl voluto dall’Unesco

da Patrizia Nardi *

La scorsa settimana la Commissione Cultura del Senato ha approvato in via definitiva il ddl che modifica la legge 77 del 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale, posti sotto la tutela dell’UNESCO”.

L’emendamento alle legge era stato ispirato e presentato su istanza del tavolo ministeriale della Rete delle grandi Macchine a spalla Patrimonio Unesco, di cui Patrizia Nardi è il responsabile tecnico-scientifico della candidatura e del riconoscimento conferito dall’Unesco nel 2013 alle città di Palmi, Viterbo, Sassari e Nola.

Definito dall’unione di due proposte di legge a nome dei deputati Paolo Russo e Alessandro Mazzoli, il disegno di legge, approvato dalla Camera a maggio del 2016, stabilisce che vengano estese anche al patrimonio culturale immateriale del Paese, inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, le stesse misure di valorizzazione disposte per il patrimonio materiale. “Un grande e importante risultato” ha dichiarato la Nardi “che si aggiunge al riconoscimento Unesco che ha individuato nella Rete da me creata un modello ripetibile, all’istituzione successiva di un tavolo ministeriale permanente per la promozione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale delle feste e dei territori di riferimento e ad un significativo progetto di salvaguardia e di valorizzazione nazionale ed internazionale che stiamo sviluppando con l’Istituto Demoetnoantropologico Italiano grazie a due successivi decreti del Ministro Franceschini del 2014 e 2015”.

Alle misure di sostegno che la legge 77 del 2006 proponeva il ddl approvato all’unanimità al Senato aggiunge la promozione, tutela e valorizzazione dei siti materiali e delle rappresentazioni del patrimonio culturale immateriale italiano dell’UNESCO, la diffusione della sua conoscenza e riqualificazione, anche attraverso il sostegno in ambito scolastico di viaggi di studio e attività culturali.

La modifica alla legge n. 77 del 2006 adempie all’impegno che si è preso il Paese con la ratifica della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (2003), avvenuta con la legge n. 167 del 2007, e riporta il tema del patrimonio culturale immateriale nel dibattito politico.

“Abbiamo lavorato, in questi anni, pensando al patrimonio culturale immateriale italiano e non solo a quello rappresentato dalle feste della Rete, sulla base dell’evidente necessità di sostanziare la ratifica italiana della Convenzione del 2003 con la possibilità concreta di poter mettere in atto, per il patrimonio immateriale, i relativi Piani di salvaguardia, cosi come l’Unesco richiede. Ricordo che un riconoscimento Unesco non è per sempre – il caso di Venezia ci dice qualcosa –  e può essere anche ritirato qualora le azioni messe in atto dai portatori d’interesse e dalle istituzioni non corrispondano all’aspettativa unescana di tutela e salvaguardia e all’assunzione di responsabilità degli attori coinvolti.  Il mio grazie è perciò molto sentito alle comunità e alle istituzioni della Rete in primis, che mi seguono e che seguo da più di dieci anni, ai gruppi parlamentari che hanno sostenuto il progetto e fatta loro l’istanza, agli onorevoli Alessandro Mazzoli, Paolo Russo e ai cofirmatari della legge onorevoli Massimiliano Manfredi, Giovanna Sanna, Giuseppe Fioroni e Demetrio Battaglia, alla Direzione Generale e all’Ufficio Patrimonio Unesco del Mibact con i quali si sta molto lavorando sul tema del patrimonio culturale immateriale, che impone all’Italia un approfondimento sul valore di questa tipologia patrimoniale fino ad oggi non adeguatamente tutelata nonostante la sua grande valenza identitaria e la ratifica di una convenzione internazionale. La modifica alla legge n.77 del 2006, riportando questo tema nel dibattito politico impone, a questo punto, un’approfondita riflessione sul Codice dei Beni Culturali, che ci auguriamo venga avviata al più presto”.

Il patrimonio culturale italiano riconosciuto dall’Unesco annovera 51 siti nel materiale (Convenzione Unesco 1972) e 6 elementi di patrimonio immateriale (Convenzione Unesco 2003) su 429 al mondo. Della Rete delle Macchine fa parte la Festa della Varia di Palmi, unico elemento calabrese presente in una delle due più prestigiose liste Unesco. Il Codice Purpureo è inserito nel Programma Memorie del Mondo, la Sila nel Programma Mab-Uomo e Biosfera e la Cattedrale di Cosenza è insignita del titolo di “Luogo di Pace Unesco”.

* Focal Point Unesco
Responsabile tecnico-scientifico riconoscimento Unesco
Rete delle grandi Macchine a spalla italiane