Anna Maria: ditemi la verità, vi prego, sull’amore

di Paola Bottero
Alcuni dicono che l’amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni dicono che fa girare il mondo
e altri che è solo un’assurdità,
e quando ho chiesto cosa fosse al mio vicino
sua moglie si è seccata e ha detto
che non era il caso di fare queste domande.

I versi di Wystan Hugh Auden mi tormentano come una nenia da qualche giorno. Tornano e ritornano. Li cerco nella memoria. A volte una strofa. A volte un’altra. A volte si ripresenta sempre la stessa. Come è successo ieri sera, mentre il servizio delle Iene su Anna Maria Scarfò restituiva la fotografia di una Calabria che non conosco e che non voglio conoscere.

Da qualche giorno Anna Maria cadenza le mie giornate. È stata a Reggio martedì scorso, dove è arrivata con i suoi angeli custodi al Liceo Scientifico da Vinci. Una mattinata intensa, dove l’abbraccio dei relatori, primo fra tutti il sostituto procuratore Roberto Di Palma, era fisico. Aveva un odore, un colore, una consistenza, un suono. “Il mondo non ha bisogno di eroi ma di testimoni” ha esordito citando il papa. E poi ha rotto il ghiaccio, dopo l’introduzione della dirigente Giusy Princi ed i saluti di Francesco Marcianò, moderati da Daniela Gangemi. “Quello che è importante di Anna Maria è il coraggio, la determinazione di dire di no. Essere liberi non è una parola. Dobbiamo evitare di abdicare alla nostra libertà”.

Può assomigliare a un pigiama
o a del salame piccante dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare un lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
È tagliente o ha gli orli lisci e soffici?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

Sembrava che preconizzasse le parole ferme come il Medioevo a San Martino di Taurianova, ferme negli occhi increduli di Nadia Toffa e nelle registrazioni che sono diventate virali. Continuava Di Palma: “Essere liberi significa avere la schiena dritta e dire sempre quello che si pensa. Non ha fatto un passo indietro, Anna Maria, neppure quando il paese l’ha bollata come una poco di buono. I tribunali hanno detto, in via definitiva, che Anna Maria non infangava nessuno: lo Stato ha detto chi ha ragione e chi ha torto. La sua forza è stata quella di non piegarsi mai”.

I libri di storia ne parlano
solo in piccole note a fondo pagina,
ma è un argomento molto comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sulle copertine degli orari ferroviari.

E poi c’è stata la sua testimonianza. Più di mezzora ininterrotta di racconto. I suoi 13 anni, il tavolo, la richiesta di aiuto al parroco, l’inizio dei sensi di colpa, la lenta trasformazione sulle voci del borgo da vittima in carnefice, il coraggio di dire basta per salvare la sorella più piccola dallo stesso destino. La conosciamo la storia. Se ti stuprano è colpa tua. Se continuano a farlo ancora di più. E ci sarà sempre qualcuno pronto a giurarlo. Pronto a latrare, declinando paura e ignoranza come se fossero verità.

Ha il latrato di un cane affamato
o fa il fracasso di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
con una sega o con un pianoforte Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
O apprezzerà soltanto musica classica?
La smetterà quando si vuole un po’ di pace?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

L’aula magna del liceo reggino martedì scorso ha ospitato un canto orchestrale, un inno all’amore. Era amore quello di Anna Maria che si metteva a nudo. Era amore quello dei ragazzi che hanno fatto molte domande per capire, per imparare dal suo esempio. Era amore quello di Antonella Tassitano, invitata a raccontare gli anni in cui con altre splendide donne di Calabria, le mitiche Luciana, Anna Maria, Mirella e tutte le militanti di Collettiva, non hanno perso una giornata del processo, sono state accanto ad Anna Maria, hanno accompagnato i suoi primi passi fuori dall’incubo, l’hanno aiutata a iniziare a vedere la luce, affiancandosi ai tanti angeli custodi che vegliano su di lei nella località protetta in cui è stata costretta ad andare. Era amore anche quello delle ragazze che con la testimonianza di Anna hanno trovato il coraggio di smettere di tenere dentro, di buttare fuori quel marcio imposto che non fa parte di loro. E di ritrovare amore.

L’ho cercato nei chioschi del giardino
ma lì non c’era mai stato:
ho anche esplorato le rive del Tamigi
e l’aria balsamica delle terme.
Non so cosa cantasse il merlo
o che cosa dicesse il tulipano,
ma certo non era nel pollaio
e nemmeno sotto il letto.

Ditemi la verità, vi prego, sull’amore. Sabato scorso l’abbiamo declinato con la forza. In un giorno davvero particolare. L’11 marzo, diciotto anni dopo. Una data scolpita nella vita di Anna Maria: il suo compleanno, i suoi 13 anni, l’inizio dell’incubo. I giovani democratici di Taurianova hanno organizzato un pomeriggio intenso, con un dibattito e recitazioni. Angela Napoli e Cinzia Nava hanno risposto come me alle domande di Grazia Nania. L’assessore Raffaella Ferraro ha fatto il punto. E Auden si è ripresentato, più e più volte.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon cittadino o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se un po’ audaci?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

Ieri sera, infine. Il montaggio serrato tra la voce di Anna Maria e quella del paese. Un paese fermo, una Calabria che si muove. Il sindaco del comune limitrofo, Cinquefrondi, quel Michele Conia che ha dato la cittadinanza onoraria ad Anna Maria, che ha seguito personalmente e con le sue assessore il processo, che c’è sempre, quando serve parlare di diritti e di valori. E tante domande. “Vorrei tornare a Taurianova” aveva detto Anna Maria al Da Vinci. C’era stata una promessa pubblica. Organizzeremo. Lo faremo, insieme.
[il video integrale]

Sono giorni strani. Giorni in cui tutto gira, a partire dalle condivisioni e dai commenti sul servizio andato in onda ieri sera. E tutto sta fermo. Giorni in cui è difficile avere certezze. Tranne una: l’unica risposta possibile è l’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.