Ordini professionali e associazioni sull’aeroporto dello Stretto: basta polemiche, servono nuove rotte

da Nino Liotta

Venerdì 24 marzo, in concomitanza all’incontro al Ministero dei Trasporti sulla vicenda dell’Aeroporto dello Stretto, si sono riuniti, ospiti presso la sede dell’Associazione degli Industriali di Reggio Calabria, i rappresentanti degli ordini professionali ed alcune Associazioni di categoria, quali portatori di interessi della cittadinanza e del territorio, che ha a cuore lo sviluppo culturale ed economico della Città Metropolitana di Reggio Calabria e dell’Area dello Stretto. Scopo dell’incontro, che ha avuto immediata ed unanime adesione, quello di costituire un fronte comune, assolutamente estraneo e libero da ogni condizionamento politico, per interagire con le Istituzioni locali e nazionali, al fine di supportarne l’azione e ricercare soluzioni, che garantiscano lo sviluppo dell’Aeroporto dello Stretto, sia in termini di adeguamento delle infrastrutture aeroportuali, che di ampliamento dell’offerta volativa e del bacino di utenza.
Gli intervenuti hanno concordato di riconvocarsi per strutturare una rappresentanza, e per consentire un più ampio coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli ordini professionali reggini e della Città Metropolitana di Messina.

Volontà comune è quella di assicurare un attento monitoraggio del raggiungimento, in tempi rapidi, di alcuni obiettivi considerati indispensabili per garantire il rilancio della struttura aeroportuale dello Stretto, quali:

  1. Riconoscimento del diritto alla continuità territoriale per l’area dello Stretto;
  2. Finanziamento e realizzazione di un adeguato ampliamento e ammodernamento della struttura aeroportuale;
  3. Integrazione dell’offerta volativa, incentivando l’ingresso di nuove Compagnie aeree, sia aumentando il numero di voli verso i principali scali nazionali, che mettendo a bando nuove tratte nazionali ed internazionali;
  4. Realizzazione di un sistema di collegamento rapido ed integrato tra le città di Messina e Reggio Calabria con attenzione particolare al collegamento diretto tra Messina e l’Aeroporto, guardando anche alla fattibilità di progetti innovativi come recentemente proposto, in modo che si soddisfi il naturale bacino d’utenza della più ampia area dello Stretto;
  5. Valutazione ed eventuale sostegno delle scelte immediate e di medio e lungo termine riguardo l’Aeroporto.
  6. Incontro con la società SACAL S.p.A., per conoscere il progetto e il programma di rilancio dello scalo.

Scongiurata, almeno per il momento, la chiusura dell’aeroporto di Reggio Calabria, a causa della cancellazione dei voli da parte di Alitalia, si è, ancora una volta, evidenziato che l’aeroporto dello Stretto, non può e non deve essere appannaggio di una sola compagnia aerea in regime di monopolio e che occorre sollecitare le Istituzioni, affinché programmino adeguati investimenti, che consentano l’arrivo di nuovi vettori, come peraltro prospettato dal via libera dell’Europa alla Regione per l’individuazione di nuove rotte con un finanziamento di 12 mln di euro.
A tal proposito appare ineludibile che Alitalia, Blu Express o altri vettori interessati ad operare sullo scalo, forniscano indicazioni precise, e conformi alle esigenze della domanda volativa dei residenti nell’area dello Stretto, in ordine agli orari dei voli, uno degli elementi di maggiore depressione della funzionalità del ‘Tito Minniti’. In questo scenario l’obiettivo sarà quello di monitorare la politica, locale e nazionale affinché siano garantiti gli interessi dei cittadini dell’area dello Stretto.

Oggi, dunque, scongiurato, almeno temporaneamente, il temuto blocco dei voli, non è più il tempo di lamentarsi o di inscenare proteste che dividono e non incidono nella sostanza posta dalle questioni, ma di raccogliere le forze positive della città, per la difesa del diritto alla mobilità, per il mantenimento di un servizio di pubblica utilità, come quello del trasporto aereo, per la difesa della dignità della nostra popolazione, punto cardine non contrattabile per ogni accordo che non ne preveda la salvaguardia.

Di questo ci faremo responsabili dinanzi all’opinione pubblica, alla politica ed alle istituzioni, locali e dello Stato.

Gli Ordini Professionali: Avvocati, Chimici, Commercialisti, Geologi, Giornalisti, Farmacisti, Medici ed Odontoiatri, Notai
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