Gli studenti sul sequestro degli edifici scolastici a Locri: non possiamo più aspettare

dall'Unione degli Studenti

Sequestrati e chiusi agli studenti l’Istituto statale d’arte e l’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato di Locri dai carabinieri in quanto gli edifici sono “totalmente abusivi”. Con la stessa indagine sono stati eseguiti 15 provvedimenti restrittivi della libertà personale, diverse misure cautelari e arresti per reati commessi con modalità mafiose.

“La presenza mafiosa nelle nostre scuole e sui nostri territori va debellata alla radice. Sono state messe a rischio le vite di 800 studenti. Il 21 Marzo, giornata della memoria e del ricordo in memoria delle vittime innocenti di mafia, sono scese decine nelle diverse piazze del paese decine di migliaia di studenti per affermare l’idea che per poter combattere la criminalità organizzata sia necessaria la liberazione dei saperi e dei luoghi del sapere” – dichiara Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti “I sequestri di Locri rendono ancora più trasparente questa necessità. L’abusivismo edilizio nella costruzione degli edifici scolastici è solo una delle diverse modalità con le quali le mafie lucrano sulle nostre vite e a nostre spese. Per liberare le scuole dalla loro presenza occorrono degli interventi immediati”.

“Vogliamo strutture sicure e a norma, ma non solo: per sradicare il fenomeno mafioso occorrono anche misure concrete di contrasto alla povertà, occorre un investimento di sostanza anche sul diritto allo studio e sui percorsi di sensibilizzazione al tema. Gli studenti calabresi il 21 Marzo a Locri hanno evidenziato queste necessità. Non possiamo più aspettare” – continua Francesca Picci” – “Un altro vuoto da colmare immediatamente è l’alternanza scuola – lavoro. Ad oggi non esistono uno Statuto delle Studentesse e degli Studenti in alternanza ed un Codice Etico utili ad impedire alle aziende che hanno avuto dei precedenti legami con la criminalità organizzata di far svolgere l’alternanza”.

“Riprenderemo il controllo delle nostre scuole e delle nostre vite, torneremo a decidere su quanto ci riguarda. Le scuole sono di chi le vive ogni giorno, non di chi specula sui nostri territori, impoverendoli economicamente, socialmente e culturalmente. Ora basta, decidiamo noi!” Conclude l’Unione degli Studenti.