L’assoluta inadeguatezza amministrativa e l’arroganza sconfinata di Falcomatà secondo il Pci reggino

dalla Federazione reggina del Pci

Ormai i pesantissimi scandali che coinvolgono e investono pesantemente il fallimentare sindaco Falcomatà e la sua scadente giunta sono pressoché quotidiani ed evidenziano l’assoluta inadeguatezza amministrativa coniugata ad un’arroganza sconfinata che evidenzia una discutibile concezione della cosa pubblica e delle regole della democrazia. Sono due le ultime vicende che, vista la coincidenza temporale, hanno rappresentato la tristissima sorpresa trovata nell’uovo di Pasqua dagli incolpevoli ed attoniti reggini.

La prima riguarda la vergognosa decisione del sindaco di abrogare, manu militari, l’Ufficio Stampa del Comune di Reggio con il contestuale trasferimento punitivo adottato nei confronti del dott. Pino Criserà, responsabile pro-tempore dell’Ufficio Stampa, che è stato deportato negli uffici di una ex-circoscrizione e al quale desideriamo esprimere pubblicamente la più sentita solidarietà e vicinanza dei comunisti reggini per l’indegna prevaricazione che è stato costretto a subire.

La seconda indecente sorpresa riguarda il macroscopico conflitto d’interessi che coinvolge il Vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro, il quale ha ricevuto in tempi record la liquidazione di una maxi-parcella, proprio dalla Città Metropolitana, nonostante la causa oggetto dell’onorario in questione sia ancora nell’ambito del grado di appello.

Ma andiamo con ordine. La cancellazione dell’Ufficio Stampa comunale evidenzia la follia amministrativa che pervade, ormai senza alcun limite, il fallimentare sindaco Falcomatà, il quale, in spregio ad ogni regolamento e normativa nonché alla specifica previsione sancita dal vigente Statuto Comunale, ha deciso, ancora una volta come se si trattasse di questioni squisitamente private e di fatti assolutamente personali, di abolire addirittura l’Ufficio Stampa. Vale a dire la voce istituzionale che da decenni e con decine e decine di sindaci e amministrazioni di ogni colore è stata una presenza costante e mai messa in discussione da nessuno. Evidentemente la colpa del dott. Criserà è stata quella di non essere uno tanti servi sciocchi a quali è demandata la penosa comunicazione del sindaco Falcomatà caratterizzata, infatti, da stupidi ed inutili selfie o da comunicati tipici da regime che raccontano una città che non esiste nella realtà quotidiana vissuta dai cittadini.
Appare chiaro che la decisione relativa alla soppressione dell’Ufficio Stampa è da leggere come un serio attacco alla democrazia e alla libertà di espressione e, allo stesso tempo, sembrerebbe qualificarsi come un pesantissimo abuso d’ufficio sul quale auspichiamo un intervento delle Autorità competenti. Quando si attacca la libera espressione e si cancella arbitrariamente un Ufficio Stampa vuol dire che si sta attaccando la democrazia: assistiamo, quindi, a scelte tipiche di un regime che in questo caso è certamente ridicolo e penoso e al quale rispondiamo con sonore pernacchie. In tal senso, chiediamo l’immediata riapertura dell’Ufficio Stampa del Comune e la contestuale reintegra del dott. Criserà nel suo ruolo di responsabile.

Riguardo la questione del maxi-conflitto d’interessi che investe gravemente il Vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro ci chiediamo, e se lo chiedono i reggini e i tantissimi bravissimi professionisti che non avendo amicizie particolari non hanno alcun incarico da parte degli Enti pubblici, come abbia fatto a ricevere la liquidazione dell’onorario per un giudizio ancora in corso. Emerge, quindi, un pesantissimo ed inaccettabile conflitto d’interessi sul quale, accanto ad un opportuno coinvolgimento dell’Anac (l’Autorità Anticorruzione), sarebbero opportune e doverose le dimissioni di Mauro dal ruolo di Vicesindaco metropolitano e una presa di posizione del silente Falcomatà. In un Paese normale per molto meno si andrebbe pacificamente a casa senza se e senza ma; questo, però, non accade a Reggio Calabria, dove vi è un piccolo ridicolo regime che sta devastando una città e distruggendo una comunità.