MigrArtes dal 22 al 30 aprile a Reggio Calabria

da Alessia Cotroneo

E se fossero le arti, non le genti, a migrare? Parte da questa domanda ed esplode, a cascata, in un programma fitto di eventi di musica, cinema, teatro, workshop il festival MigrArtes, in programma dal 22 al 30 aprile al Miramare e al Teatro Cilea di Reggio Calabria.

La manifestazione – nata nell’ambito del progetto Mediterranean Creative Hub, finanziata dall’intervento “Creazione del Distretto culturale e relativa programmazione e organizzazione di eventi di rilevanza nazionale e internazionale” – PISU di Reggio Calabria POR FESR 2007-2013 – PAC Calabria 2007-2013 – è il risultato del percorso di condivisione artistica e co-progettazione culturale tra la Fondazione Horcynus Orca e le associazioni Mana Chuma Teatro, Soledad e Teatro Le Rane. Quattro realtà attive da anni nell’area dello Stretto, ciascuna con una sua specificità, che insieme, dal 2011 al 2015, hanno fatto parte del partenariato di gestione del Teatro Politeama Siracusa, costituitosi in seguito al bando della Regione Calabria.
Finita quella stagione, il coordinamento ha continuato a confrontarsi nelle quattro edizioni calabresi dell’Horcynus Festival, con l’obiettivo di integrare pratiche culturali e artistiche innovative con le politiche di sviluppo territoriale e gli strumenti dell’economia etica. Un modello sperimentato fin dal 2010 dal Distretto Sociale Evoluto – Fondazione di Comunità di Messina, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte, che conta oggi 76 aziende aderenti e oltre 350 lavoratori impegnati in forme economiche che guardano ai mercati come beni relazionali e alla bellezza come strumento di crescita sociale ed economica dei territori. Lo stesso approccio all’economia civile e culturale inclusiva, a pratiche educative orientate alla promozione di cittadinanza attiva, lotta alle mafie, contaminazioni tra arti mediterranee è al centro del progetto MigrArtes. «Il festival ruota intorno al concetto di hub – spiegano i direttori artistici Salvatore Arena, Massimo Barilla, Alessio Laganà e Aldo Zucco – inteso come luogo della multidisciplinarietà in cui si incontrano, si fondono, si contaminano linguaggi artistici diversi, in cui la cultura da un lato si apre al territorio valorizzando i talenti creativi e dall’altro contribuisce alla sua internazionalizzazione. Ma anche hub come luogo fisico: il Mediterraneo, lo Stretto di Messina e Reggio Calabria in particolare come baricentro geografico e ideale di un’area vasta in grande fermento ma anche in grande crisi politica, sociale e culturale, da ripensare in ottica culturale con pratiche di impegno civile dal basso».

Musica, cinema, teatro civile, di strada e di figura, scenografia sono gli assi tematici intorno a cui ruota MigrArtes, con il coinvolgimento di artisti e tecnici dal bacino vasto del Mediterraneo che opereranno fianco a fianco con talenti creativi locali calabresi e siciliani. In parallelo agli eventi, seminari intensivi dedicati a professionisti e non, laboratori e attività di formazione complessa faranno rivivere l’ex Grand Hotel Miramare, dove troveranno spazio anche i prodotti del commercio equo solidale proposti da Trame Solidali, Microdànisma ed EcoS-Med.

IL PROGRAMMA

Dal 22 al 30 aprile al Miramare è aperta al pubblico la mostra-spettacolo “Storie appese a un filo” a cura del Teatro Le Rane. Un viaggio poetico nel mondo del teatro di figura attraverso la raccolta ventennale di marionette e oggetti di scena dell’associazione. L’obiettivo non è mostrare ma suggerire il complesso sistema poetico che precede la nascita di uno spettacolo. Magie che trasformano legno, fili, polistirolo, stoffe, merletti, biglie e oggetti di scarto in personaggi che raccontano storie.

Sempre sabato 22 aprile alle ore 21.00 il Miramare ospita il concerto del Carmen Souza trio (Carmen Souza voce e chitarra, Theo Pascal contrabbasso, Elias Kacomanolis batteria). Ritmi africani e tradizione jazz, in un’atmosfera intima e acustica, per la cantante portoghese di origini capoverdiane, che nella tappa reggina del suo tour presenterà il cd “Creology”. La musica in questo disco viaggia su rotte transatlantiche, dai paesi portoghesi ex coloniali come Capo Verde, Mozambico, Angola, attraversando il mare per raggiungere Brasile e Cuba, fino a lambire le coste di New Orleans. Ritmi come Batuque, Funana, Semba, Quilapanga, afro-brasiliana e suoni cubani miscelati, per creare quello che la critica ha ribattezzato il Souza Pascal AfroSound. Un sound unico che David Sylvian ha definito «il soul del mondo del ventunesimo secolo».

Domenica 23 aprile alle ore 21 al Teatro Cilea, nuova replica cittadina per “Come un granello di sabbia – Giuseppe Gulotta, storia di un innocente” che torna in città dopo il successo ottenuto alla prima del 2015, il secondo posto al Premio IN-BOX Blu 2016, la tournée nazionale e le matinée con oltre 500 studenti dello scorso 5 aprile. Lo spettacolo di Mana Chuma Teatro racconta la storia di Giuseppe Gulotta, vittima di uno degli errori giudiziari più clamorosi della storia italiana. Un calvario lungo oltre 36 anni, con 22 di ingiusta detenzione, conclusosi con 6 milioni e mezzo di euro di risarcimento. Arrestato a 18 anni e costretto a confessare con la tortura l’omicidio di due carabinieri, Gulotta e altri presunti complici diventano capri espiatori di un delitto che coinvolge servizi segreti, uomini dello Stato e neofascisti. La data scelta per la replica reggina, che coincide con la festività di San Giorgio, patrono della città, è stata concordata con l’Amministrazione Comunale a sottolineare, simbolicamente e concretamente, il forte rapporto che lega Giuseppe Gulotta alla città dello Stretto, luogo in cui la sua lunghissima odissea ha trovato finalmente giustizia.

Martedì 25 aprile alle ore 18.00 tocca allo spettacolo di pupi siciliani “Orlando e l’Incanto della Fata Morgana” di Antonino e Giuseppe Viola, compagnia teatrale Thalìa, pupi di Martino Rabuazzo. L’Opera dei Pupi di tradizione catanese è una forma espressiva antichissima, che si compone di tecniche e azioni performative semplici e complesse al tempo stesso, presente anche sul territorio reggino almeno fin dagli anni Sessanta. Lo spettacolo, ambientato davanti al mare dello Stretto di Messina, intreccia una vicenda di amori, follie e gesta cavalleresche con protagonisti Orlando e i Paladini di Francia, vittime dell’incanto malefico della Fata Morgana.

Da mercoledì 26 aprile fino a sabato 29 alle ore 21.00 il Miramare ospiterà il ciclo di proiezioni della Rassegna di cinematografia “Mare di cinema arabo” a cura di Erfan Rashid, giornalista e direttore dei programmi arabi del Festival Internazionale del Film di Dubai. Cinque lungometraggi e altrettanti corti per un viaggio in tre città, Il Cairo, Beirut e Baghdad, che in passato si sono incrociate grazie alla cultura e oggi vivono momenti tragici. I film scelti, molti anteprime nazionali ed europee, sono un omaggio al contributo delle donne alla resistenza della società arabe contro l’oscurantismo. Non mancherà uno sguardo all’Italia tra migrazioni e diritto di cittadinanza.

Giovedì 27 aprile alle ore 21.30 MigrArtes propone il concerto del duo Ilaria Graziano e Francesco Forni. Autrice e interprete dalla voce straordinaria lei, chitarrista e compositore di grande talento lui, il loro album di esordio “From Bedlam to Lenane” (2012) è stato definito da Il Venerdì de la Repubblica «tra i più bei cd italiani degli ultimi cinque anni» e da Blow Up «un seducente meticciato Folk». Nel 2013 il secondo album, “Come2Me”, conferma il successo con undici brani originali nati da un immaginario che ritroviamo nei romanzi di pirati, nei western, nei blues rurali. Nel 2015 la consacrazione internazionale del duo, la ristampa dei dischi con l’aggiunta di brani inediti e la distribuzione in tutta Europa, Stati Uniti e Giappone, con ospitate, live e rotazioni sulle principali stazioni radio di settore.

Sabato 29 aprile il festival MigrArtes va incontro alla città, con la sfilata de “La barca del sole” sul Corso Garibaldi alle ore 18.00. L’evento, produzione originale multidisciplinare di strada, è l’esito condiviso dei laboratori attivi per tutta la durata del festival al Miramare: quello di teatro civile curato da Salvatore Arena e Massimo Barilla; quello di composizione musicale a cura di Luigi Polimeni; quello di scenografia a cura di Aldo Zucco; e “Valigie di cartone”, laboratorio di animazione di oggetti e teatro di figura per giovani migranti non accompagnati a cura di Maria Grazia Bono e Caterina Morano del Teatro delle Rane, in collaborazione con ARCI Provinciale Reggio Calabria, nell’ambito dei progetti “SPRAR Approdi Mediterranei” e “Associazione Abakhi – Casa Anawim Centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati”.

Domenica 30 aprile la chiusura è affidata alle 18.00 al Miramare allo studio per “Giufà”, lettura scenica della produzione originale di teatro di figura firmata Teatro delle Rane e Mana Chuma Teatro. Protagonista sul palco una figura, quella di Giufà, presente in tutto il bacino del Mediterraneo con vari nomi (Guha, Diehà, Nasreddin Hocà, Juha) e particolarmente cara alla tradizione locale.
Alle 21.30, si cambia ritmo con il concerto della Barcelona Gipsy balKan Orchestra (BGKO), uno dei gruppi con maggior respiro internazionale del panorama musicale spagnolo (Sandra Sangiao voce, Mattia Schirosa fisarmonica, Julien Chanal chitarra, Ivan Kovacevic contrabbasso, Stelios Togias percussioni, Dani Carbonell clarinetto) che presenta il suo nuovo disco “Del Ebro al Danubio”. Le sonorità contemporanee della BGKO nascono dall’esplorazione dei timbri e delle varietà della musica balcanica e della tradizione klezmer e rom, che supera i confini geografici e si nutre di tutte le culture che storicamente hanno convissuto in quest’area (aschenaziti, ebrei e sefarditi, gipsy, ottomani, arabi) ma anche dagli influssi contemporanei dalla scena musicale di Barcellona e latino americana, delle canzoni tradizionali catalane, italiane, greche, russe e del Medio Oriente, delle sonorità vibranti del jazz, del flamenco, del jazz manouche e della musica rockabilly.

Tutti gli eventi del festival MigrArtes sono gratuiti e a libero accesso, esclusi i concerti e lo spettacolo “Come un granello di sabbia”, per cui è previsto il biglietto d’ingresso di 5 €.