La lettera aperta di Francesco Toscano al Ministro dell’Interno Marco Minniti

da Francesco Toscano *

lettera aperta
al Ministro dell’Interno Marco Minniti

In vista delle elezioni amministrative che dovrebbero tenersi a Gioia Tauro, come nel resto d’Italia, il prossimo 11 giugno, sento il dovere di portare alla sua conoscenza e a quella della pubblica opinione alcune circostanze che credo meritino di essere serenamente valutate. Come è noto la fine anticipata della consiliatura ha determinato l’arrivo del commissario  prefettizio dottor Fichera. Successivamente in data 7 marzo il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari ha inviato a Gioia Tauro una Commissione di accesso antimafia chiamata a valutare la sussistenza di possibili infiltrazioni mafiose nell’Ente.

In conseguenza della attuale presenza di una Commissione d’accesso non è ancora chiaro se il voto di giugno interesserà anche Gioia Tauro oppure no. Ma non è questo il punto che ci preme sottolineare. Siamo infatti fra quelli che temono semmai l’assenza dello Stato, sentendoci invece garantiti da una più marcata e costante presenza delle istituzioni democratiche in realtà difficili e di frontiera come Gioia Tauro. Veniamo al punto.

Ho proposto la mia candidatura per la carica di sindaco con spirito di servizio, desiderando offrire ai gioiesi la possibilità di proseguire sulla strada che conduce alla “Rivoluzione Culturale”, progetto ambizioso e dirompente che ha già determinato la reazione compatta e trasversale di molte forze politiche “tradizionali” presenti sul territorio gioiese. Nel mese di gennaio chiesi, interloquendo telefonicamente per due volte con la gentile segretaria del viceprefetto Fichera, di poter incontrare il Commissario per discutere di alcuni problemi stringenti riguardanti il futuro e il presente della città. Sfortunatamente rimango ancora in attesa di essere eventualmente richiamato per la fissazione di un appuntamento.

Lunedì 10 aprile inoltre la coordinatrice del nostro partito (“Italia Unita”) Maria Teresa Dalbis ha consegnato sempre nelle mani della segretaria del Commissario – dandone pubblica notizia – una formale richiesta di incontro rimasta inevasa. Probabilmente, ci siamo detti, il Commissario intende privilegiare il dialogo più con le realtà associative che non con quelle partitiche in senso stretto. Registro però con un pizzico di stupore come il movimento “Città Futura” abbia avuto nel recente passato più fortuna di noi, riuscendo non solo a farsi ricevere rapidamente dal Commissario, ma anche ad utilizzare brillantemente l’avvenuto incontro per fini di pura propaganda. Con queste parole si concludeva infatti un comunicato diramato dalla coordinatrice di “Città Futura” Francesca Guerrisi all’uscita di palazzo Sant’Ippolito:  “Ciò che è emerso – ha dichiarato al termine dell’incontro Francesca Guerrisi – è che la situazione attuale è figlia della precedente gestione che si è rivelata allegra e poco attenta alle reali necessità della comunità (…). Il nostro gruppo ha individuato in Aldo Alessio la figura ideale per invertire la rotta e consentire a tutti i gioiesi di tornare a essere orgogliosi della propria città e di fruire dei servizi che sono scontati in tutti gli altri posti di Italia”.
Non è elegante entrare a piedi uniti nel dibattito trascinando nell’arena politico-partitica in modo improprio e strumentale chi rappresenta una articolazione dello Stato neutra per definizione. Le Istituzioni infatti sono di tutti e non hanno colore politico. Non conosciamo le ragioni che hanno determinato una così oggettiva differenza di trattamento che evidenziamo solo per amore di verità e senza spirito di polemica.

* Candidato sindaco di “Italia Unita”