Irto su Festa dell’Europa: serve un nuovo meridionalismo

dal Consiglio regionale della Calabria

“La Festa dell’Europa, nell’anno in cui celebriamo il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, deve costituire un momento di riflessione alta e approfondita. Nel sottolineare l’importanza della giornata simbolica che viviamo oggi, sono convinto che anche a livello regionale si debba aprire una nuova fase politico-istituzionale sui temi dell’europeismo. La sfida che abbiamo di fronte è quella di contribuire al processo di integrazione nell’ottica di un nuovo meridionalismo, positivo e pragmatico. Per salvare l’Europa serve un Sud protagonista, che non sia chiamato solo a sobbarcarsi l’emergenza migranti, ma che diventi il nuovo cuore del Continente in un mondo profondamente trasformato dalla globalizzazione”.
È quanto afferma il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, in occasione della Festa dell’Europa. Proprio l’assemblea legislativa di Palazzo Campanella, nel prossimo mese di giugno, celebrerà i 60 anni dei Trattati di Roma con una giornata di studi alla quale prenderanno parte autorevoli espressioni del mondo accademico e della cultura.

Il presidente Irto ha ricordato il comunicato ufficiale pubblicato, proprio in occasione della celebrazione odierna, dalla Conferenza delle Assemblee legislative europee, nel quale si evidenziano tra l’altro i risultati raggiunti dall’Europa unita, “tra cui una pace duratura; la diffusione del rispetto dei diritti dell’Uomo; la libertà di movimento delle persone, dei servizi, dei beni e dei capitali; l’euro, la nostra moneta comune; il programma Erasmus, che ha sostenuto milioni di studenti e consentito loro di divenire cittadini europei; la politica di coesione, che ha favorito la riduzione dei ritardi di sviluppo e la crescita di tutti i territori”.

“L’Europa – sostiene la Calre – sta attualmente attraversando tempi incerti e deve affrontare nuove sfide di politica economica e sociale, sicurezza, lotta contro il terrorismo.  Deve affrontare la perdurante crisi economica, l’ascesa dei movimenti antieuropei e la questione del recupero della fiducia nelle istituzioni; la lotta contro il cambiamento climatico e la sostenibilità delle risorse del pianeta; le conseguenze della Brexit e la grave crisi dei rifugiati alle porte dell’Unione europea”.

Secondo la Calre, “la storia ci pone ancora una volta, come ha fatto 60 anni fa, in un momento cruciale per la definizione del ruolo dell’Europa e noi abbiamo pertanto l’obbligo di rappresentare fedelmente i cittadini, con unità e responsabilità, garantendo il rispetto dei principi generali del diritto dell’Unione europea”. Perciò, “di fronte alle correnti anti-europeiste che sfidano il lavoro dei governi e dei parlamenti proclamando che l’Europa è il problema, noi affermiamo che l’Europa è la soluzione alle esigenze ed alle preoccupazioni della popolazione, considerando congiuntamente le dimensioni sociale ed economica della cittadinanza europea. A tal fine, dobbiamo promuovere la democrazia europea, la cittadinanza attiva e garantire i diritti fondamentali, le pari opportunità ed uno sviluppo sostenibile ed armonioso in linea con i nostri obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale, considerando la diversità dei territori europei e le loro differenti necessità”.
“La Calre – conclude il documento – sostiene un’Europa che si costruisce nel rapporto di libertà e autonomia, che richiama la necessità di garantire spazi di autonomia ai diversi livelli di governo tra cui verticalmente e orizzontalmente è ripartito l’esercizio del potere; un’Europa che deve basarsi sulle persone e che dia fiducia, a livello istituzionale, alla ricchezza ed alle energie che sgorgano dal pluralismo istituzionale”.​​