Un consultorio in piazza Italia a Reggio: riparte il presidio informativo per i giovani

da Nudm e Collettiva AutonoMia Rc

NonUnaDiMeno Reggio Calabria riprende, in collaborazione con la Collettiva AutonoMIA, la pratica del  “CONSULTORIO IN PIAZZA” già sperimentata negli scorsi anni dove, chi vorrà, potrà trovare, in un luogo inconsueto, informazioni riguardanti la salute riproduttiva delle donne, la contraccezione e la legge 194, ciò che, in un Paese normale, dovrebbe fornire la struttura pubblica dedicata.
Ci ritroveremo quindi, Sabato 27 maggio dalle ore 18.00 in poi in Piazza Italia, luogo di ritrovo delle ragazze e dei ragazzi reggini, per incontrarli, ascoltarli ed informarli con un “presidio informativo” all’interno del quale troveranno materiale su contraccezione, consultori e legge194. Invitiamo tutte e tutti a partecipare.

Ora più che mai, è per noi fondamentale riprendere questa nostra azione perché riteniamo che la scarsa informazione, la non consapevolezza e conoscenza del proprio corpo sia ancora oggi una delle cause primarie non solo dell’ignoranza che circola intorno alle malattie sessualmente trasmissibili ma anche delle gravidanze indesiderate soprattutto fra le minori.
Ricordiamo, infatti che, nell’ultimo rapporto dell’organizzazione indipendente Save the Children “Piccole mamme”, veniva reso noto come in Italia ce ne siano più di diecimila, che il 71% delle baby-mamme vive al Sud e se, sulla totalità. la maggior parte hanno intorno ai 18 anni, ben 2500 sono minorenni. Un’indagine dell’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, condotta nel 2013 su 1.400 giovani di sette scuole diverse ha evidenziato che il 73% dei ragazzi non conosce le principali malattie a trasmissione sessuale (Mts) e il 33% pensa che la loro incidenza sia trascurabile.
Un recente studio a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), del centro studi IMS Health, di Nielsen Italia e Kondom.it, pubblicato su Repubblica Salute ha mostrato come in Italia le malattie sessualmente trasmissibili non siano in calo, già nel 2014 erano state registrate 3.695 nuove diagnosi di Aids, per l’84% attribuibili a rapporti sessuali non protetti. Più di 5.000 i casi di infezioni da clamidia, sifilide o gonorrea, aumentati del 31% dal 2005 al 2013, soprattutto tra gli adolescenti. Nel 46% dei casi degli uomini, e del 48% delle donne, le persone che ha contratto le infezioni hanno ammesso di non aver usato contraccettivi. Solo l’8,8% aveva indossato il profilattico.
Il rapporto dell’UNESCO “Sexual Education in Europe” afferma quanto  urgente sia il bisogno di fare educazione sessuale, soprattutto tra i giovani dai 15 ai 24 anni in quanto risulta che il 60% delle persone in questa fascia d’età, ad esempio, non è in grado di identificare in che modo si può prevenire la trasmissione del virus HIV e mostra, inoltre, come in Italia sia sempre stata forte l’opposizione alla sua introduzione da parte della chiesa cattolica e di alcuni gruppi politici.

Il nostro Paese è, dunque, uno degli esempi più chiari di come sia un intero ambiente (culturale, politico, religioso) a indebolire ogni tentativo di introduzione di una legge sull’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole, mentre il Europa nei molti Paesi in cui è già presente nella programmazione scolastica ottimi sono i risultati ottenuti. Come se non bastasse quanto descritto sopra, che già di per se evidenzia nelle giovani generazioni una totale assenza o comunque una frammentaria e spesso cattiva di informazione in merito, non facciamo altro che assistere a progressivi attacchi su tutto ciò che concerne autodeterminazione e libertà di scelta delle donne e ad uno svilimento della legge 194 sempre più depauperata dal numero crescente delle obiezioni di coscienza, che in alcune regioni arrivano al 90% Un quadro, complessivo dunque, che restituisce l’immagine dell’incapacità di strutturare risposte non solo a livello sanitario ma anche sul piano sociale, di prevenzione, di sostegno e della promozione alla salute da parte di chi ne avrebbe il compito.