“Olio nero”: 10 arresti per contrabbando di carburanti nel Catanzarese

Smantellata un’organizzazione a delinquere finalizzata al contrabbando di oli minerali ed evasione d’imposta. I finanzieri del gruppo della guardia di finanza di Catanzaro, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, nel corso di un’operazione hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Catanzaro, Giovanna Gioia, su richiesta della Procura diretta dal procuratore Nicola Gratteri, articolata sulla base di una complessa indagine condotta dal gruppo di Catanzaro e coordinata dal Pm Debora Rizza, nei confronti di 10 persone (7 in carcere e 3 ai domiciliari) tutti appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita al contrabbando di oli minerali commercializzati in evasione d’imposta radicata nella provincia di Catanzaro e operante sull’intero territorio nazionale. I particolari dell’operazione sono stati illustrati dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e dall’aggiunto, Giovanni Bombardieri e dal comandante regionale Calabria della guardia di finanza, generale di divisione Gianluigi Miglioli al comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro.

L’operazione trae origine da un’attività investigativa avviata d’iniziativa dai finanziari del gruppo di Catanzaro nel settembre 2015 nel settore del contrabbando di oli minerali e dell’evasione d’imposta che hanno portato a scoprire come l’organizzazione, che operava in diverse province, (Catanzaro, Cosenza Foggia, Taranto, Reggio Emilia e Parma) era composta da 13 soggetti e dedita al contrabbando. Sono state sequestrate, inoltre, anche 5 autocisterne e 141682 litri di prodotti petroliferi (prevalentemente gasolio agricolo). Il 25 febbraio 2016 anche a Lamezia Terme è stata sequestrata un’autocisterna di 20.200 litri di gasolio agricolo seguita dalla denuncia di una persona all’AG.

L’analisi della documentazione fiscale acquisita presso le società fornitrici dei prodotti petroliferi della consorteria criminale ha consentito di ricostruire, per il periodo 2015 – 2016, un’accisa evasa per 1.893.451,62 euro sul prodotto petrolifero commercializzato dal sodalizio criminale.

I positivi riscontri conseguiti sul territorio, puntualmente corroborati dalle risultanze emerse nel corso delle indagini tecniche eseguite dai finanzieri del gruppo di Catanzaro, hanno permesso di accertare che l’organizzazione criminale investigata ha sottratto gasolio agricolo all’accertamento e al pagamento dell’accisa, destinandolo a usi soggetti a maggiore imposta, avvalendosi per tale scopo di fatture per operazioni inesistenti e falsi documenti di accompagnamento semplificati (das), indicando su detti documenti luoghi di destinazione e itinerari fittizi, nonché gli estremi di società operanti nel settore della vendita di prodotti petroliferi risultate ignare delle documentate transazioni commerciali. In virtù di quanto emerso nel corso delle indagini e su richiesta della procura della Repubblica, firmata dal Pm Rizza, il Gip presso ha disposto l’applicazione della misura cautelare personale nei confronti di 10 indagati, emettendo, altresì, un decreto di sequestro preventivo ai fini della confisca per equivalente sino alla concorrenza dell’importo di 1.893.451,62 euro (accisa evasa), da eseguirsi nei confronti dei sodali nei cui confronti sono state emesse le misure cautelari. Il pm procedente, oltre alle ordinanze di custodia cautelare anzidette, ha ritenuto opportuno emettere anche un decreto di perquisizione locale e personale e sequestro nei confronti dei 13 indagati da eseguirsi contestualmente all’attività disposta dal gip, finalizzato al rinvenimento di ulteriori elementi probatori.