Turisti da ogni parte del mondo nella Riserva naturale “Valli Cupe”

dalla Riserva naturale "Valli Cupe"

Dall’inizio dell’anno, grazie all’internazionalizzazione del fenomeno Valli Cupe (resa possibile dalla stampa calabrese e da servizi giornalistici nazionali e mondiali), a migliaia i turisti stanno visitando i siti più attrattivi della Riserva Naturale istituita dalla Regione a dicembre 2016. Quest’anno, in particolar modo, le “Valli Cupe” sono meta di un turismo straniero rilevante, sia per quantità che per qualità. Da gennaio ad oggi, sono arrivati gruppi di turisti – tra cui naturalisti ed esperti, ma anche semplici appassionati di trekking – da New York, Mosca, Gerusalemme, Parigi, Barcellona, Portogallo,  Thailandia, Danimarca, Ungheria, Repubblica  Ceca, Bulgaria, Argentina, Giappone, Belgio, Giordani, Egitto, Marocco, Svezia, India, California, Arizona, Sud Africa, Austria, Australia, Canada, Germania, Svizzera, Cina, Brasile, Londra, Dublino, Madrid, Amsterdam.

Le guide della cooperativa “Segreti Mediterranei” stanno vivendo giorni di intenso lavoro (e con loro l’intera area della Sila Piccola) e un’esperienza multiculturale che, sebbene non fosse inedita nell’area, tuttavia non aveva registrato mai picchi così alti. «Spesso questi gruppi – spiega Rossella Capellupo, la presidente della cooperativa – arrivano nella Riserva con una forte curiosità di  vedere e capire  come si sia riusciti a mettere in piedi con le nostre forze una vera e propria green community. Siamo parte di un territorio che è orgoglioso dei propri beni ambientali e intendiamo valorizzarli perché questo è un modo intelligente di restare in Calabria e fare sviluppo».

Francesco Amato, una delle guide storiche delle Valli Cupe, aggiunge: «Sono turisti che arrivano da ogni parte del mondo e vengono qui dopo aver già visitato Pompei e Matera. Dopo la visita alla Riserva, il loro obiettivo è proseguire per Tropea e Reggio Calabria e dunque in Sicilia. Moltissimi, specie gli americani, sono attratti dall’unicità nel suo genere in tutt’Europa del canyon Valli Cupe e delle cascate, tra cui la più gettonata è quella dell’Inferno, che sono gioielli di biodiversità che  hanno una valenza relittuale di alto valore scientifico». Soddisfatto il direttore della Riserva Carmine Lupia: «La presenza davvero straordinaria di turisti quest’anno è senz’altro dovuta a servizi trasmessi da Mediaset, Sky Sport, Rai e La 7 e a notizie apparse su autorevoli piattaforme web, su giornali nazionali e su National Geographic, nonché a libri (“100 luoghi incantati da vedere nella vita. Innamorarsi dell’Italia con la guida del FAI” edito da Rizzoli) e guide come Lonely Planet tradotta in decine di lingue straniere. Ma credo che abbia fatto da calamita soprattutto l’evento organizzato nelle Valli Cupe – su suggerimento di Giampiero Bodino, maestro dell’Haute Joaillerie italiana e direttore artistico di Richemont, colosso internazionale del lusso che annovera tra i suoi marchi Cartier e Montblanc – da Guido Taroni, figlio di Giorgio, gallerista e collezionista d’arte, e nipote di Giovanni Gastel, uno dei più grandi fotografi di moda a livello internazionale. Ricordo che su un totale di 14, tra le immagini che nel prossimo autunno faranno parte della mostra di gioielli di Richemont in allestimento con tappe a Londra, New York e Milano, due sono foto di paesaggi della Riserva Valli Cupe. Davvero un bel colpo!»