Wanda Ferro su mobilitazione mondo agricolo: la Calabria sta collassando per immobilismo

da Wanda Ferro

L’esasperazione del mondo agricolo calabrese – espresso in questi giorni dalla mobilitazione della Coldiretti, che è solo l’ultima in ordine di tempo dopo le numerose iniziative di Confagricoltura e delle altre organizzazioni professionali, oltre che delle sigle sindacali del comparto – è l’ennesima prova del fallimento di una Regione che sta collassando per il suo immobilismo e per la sua incapacità di affrontare i problemi del territorio.

Dopo più due anni e mezzo dall’elezione di Mario Oliverio nessuno crede ancora alla cantilena sulle responsabilità del passato, fino ad ora l’alibi preferito dal centrosinistra per nascondere ai cittadini la propria inadeguatezza. Oggi le responsabilità sono tutte di Oliverio, uomo solo alla guida di una macchina della quale non è riuscito ad innestare neppure la prima marcia, ben sapendo che il freno a mano è tenuto tirato dalla necessità tutta politica di mantenere gli equilibri tra i molteplici interessi espressi dalla grande e variegata compagine che ha voluto al suo fianco per vincere le elezioni.
Eravamo certi che questo epilogo sarebbe stato inevitabile.
Settori cruciali per lo sviluppo della Calabria, come il turismo e l’agricoltura, sono privi di una vera guida, e sembrano soffocati dalle scelte accentratrici del governatore, che dovrebbe avere qualità sovrumane per occuparsi di questioni che necessiterebbero, ciascuna, di competenze eccezionali ed impegno a tempo pieno. Tutto si traduce in una gestione autoreferenziale, incapace di ascolto e confronto con gli attori del territorio e con le realtà economiche e sociali.

Sull’agricoltura vengono segnalati, ad esempio, ritardi sull’attuazione del nuovo Psr, la mancata emissione dei decreti di finanziamento, così come la perdita di risorse sulla chiusura del precedente programma e ritardi sui pagamenti da parte dell’Arcea. Ma potremmo aggiungere il disimpegno sui Consorzi di bonifica che denunciamo da tempo, con le pesanti ripercussioni sui servizi offerti alle imprese agricole e sulla possibilità di contrastare il dissesto del territorio.  Tutto sembra impantanato, e delle poche cose che vengono fatte capita sempre più spesso che parlino i media nazionali, e non certo in chiave positiva. Inutile chiedere un cambio di passo, di fronte ad un governo regionale che sembra sordo anche alle proposte costruttive avanzate responsabilmente dalla minoranza.
All’ampio consenso raccolto da Oliverio in campagna elettorale corrisponde una ancora più vasta delusione dei cittadini per il bluff del centrosinistra, rivelatosi incapace di ascoltare i cittadini e di dare risposte ai tanti problemi con una buona, efficace e trasparente amministrazione.