Nuova vittoria di Anna Barbaro: Poseidon 2.0, applicazione tecnologica per non vedenti

Se n’è accorto persino il Corriere della Sera, della grande risorsa che vive sullo Stretto, a Reggio Calabria, e continua a collezionare una vittoria dopo l’altra. Si chiama Anna Barbaro, disabile visiva e campionessa paralimpica di nuoto e di Triathlon, ma prima di tutto gran bella persona capace di trasformare un immenso punto di debolezza in un punto di forza grandissimo. Ingegnere, nella sua vita precedente, quella in cui non aveva perso la vista, suonava il violino (è diplomata al Conservatorio) e amava, come ama, la musica. Tra un allenamento ed una vittoria Anna continua a insegnarci a vedere ciò che non vediamo: che esiste il modo per superare tutte le barriere. Basta volerlo.

Il progetto della vEyes 5, onlus di Catania, l’ha coinvolta in prima persona per la messa a punto di Poseidon 2.0, nato per migliorare il livello di autonomia dei nuotatori ipo e non vedenti con un sistema in grado di inoltrare, mediante un auricolare, il segnale di fine corsa (per la virata) e di perdita della rotta (non parallela ai cordoli della piscina).
L’applicazione tecnologica cui ha collaborato Anna è solo uno dei progetti in cui la campionessa (di vita, innanzitutto) ha unito passione, professionalità e bisogno. Non si ferma mai, Anna: è un fiume in piena che contagia di vita e di voglia di fare. Ma, soprattutto, che insegna a vedere davvero.

Ci vuole passione. Ci vuole cuore, per darsi agli altri. Ha condiviso l’una e l’altra con Massimiliano Salfi, professore nel dipartimento di matematica e informatica dell’università di Catania che ha fondato vEyes 5 quando alla figlia, oggi tredicenne, venne diagnosticata la retinite pigmentosa “sale e pepe”.
«Inizialmente» ha spiegato Salfi «era una sorta di collettore di progetti di ricerca, di tesi di laurea da assegnare a studenti che me ne facessero richiesta, aventi come obiettivo la realizzazione di ausili per persone con disabilità visiva, basati su dispositivi mobili (smartphone, tablet) e tecnologie indossabili. Con il tempo le attività si sono estese verso Ie ricerche mediche, biomediche e bioinformatiche su patologie rare della vista. Circa 8 mesi fa abbiamo inaugurato il centro vEyes Land, struttura no profit in cui stanno man mano prendendo vita i nostri ausili hardware e software. Tra questi c’è vEyes Wear, piattaforma indossabile tramite cintura ed occhiali grazie ai quali leggere testi, riconoscere oggetti e farmaci, banconote, colori, volti, ma soprattutto guidare un non vedente in un percorso libero da ostacoli. A questo ausilio che permette anche di leggere gli spartiti musicali è legato un altro progetto, la vEyes Orchestra, una formazione musicale formata interamente da persone con disabilità visiva, con annessa scuola di musica per bimbi non vedenti».

A Reggio e in Calabria la presenza di una persona incredibile come Anna passa quasi inosservata alle istituzioni, pur essendo molto amata da chi la conosce. E non potrebbe essere altrimenti. Nei mesi scorsi è stata costretta a ricorrere al crowdfunding per poter acquistare il materiale tecnico ed affrontare le spese per le trasferte del Paratriathlon 2017, per cui gareggia supportata dall’Asd polisportiva Team14. Ha vinto anche questa sfida. e sta continuando a collezionare una vittoria dopo l’altra. Senza smettere mai di pensare a chi, come lei sette anni fa, ha perso la vista, ma non la capacità di vedere.