Capodanno reggino, tutto tace. Anzi no: canta con Gennaro Calabrese

soffia il Föhn

Cosenza la terza città d’Italia nelle cronache nazionali del post veglione: dopo Roma e Maratea, la presenza di Skin e del suo gruppo nella città bruzia ha portato la roccaforte di Occhiuto agli onori dei festeggiamenti con cui aprire i tiggì in tutta Italia. Persino le Vibrazioni catanzaresi hanno avuto dignità e larga comunicazione. Qualcosa è successo anche a Crotone e a Vibo. Sulla città dello Stretto, invece, è calato un silenzio assordante. Durante il quale sembrano un’eco lontana le note dell’anno che verrà di Lucio Dalla rivisitate, 39 anni dopo, da Gennaro Calabrese. Si sentivano anche ieri, nelle prime ore di un primo gennaio mite, quasi caldo, come solo Reggio Calabria sa essere a cavallo tra un anno e l’altro. Il corso pieno. Piazza Duomo vuota di ciò che tutti attendevano (albero, veglione, musica, Cristina d’Avena, ricchi premi e cotillons: fate voi), ma piena di gente. Tanti sguardi fissi nel quasi nulla, una sola domanda: con una serata così morbida, perché passeggiare senza una meta, quando avremmo potuto essere all’altezza delle altre città calabresi e italiane capaci di condividere la festa?

Non ci resta che cantare, allora.
Oltre 100mila le visualizzazioni di un video postato la sera del 29 dicembre, poche ore prima della pec con cui l’altra associazione, scelta dalla Giunta per organizzare il veglione in piazza dei reggini, ha rinunciato alla serata in cui proprio Gennaro Calabrese era una delle punte di diamante che tanto avevano infervorato i collaboratori più stretti del sindaco metropolitano.

Caro Peppino ti scrivo, così per sfogarmi un po’. E siccome sono un poco arrabbiato magari te le canterò. Da quando sei salito, mi aspettavo qualche novità, ma un altro anno è finito ormai e qualcosa ancora qui non va! C’ho paura la sera per qualche albero in testa, e quando esco per fare due passi faccio slalom dentro la mondezza. Non mi posso lavare per intere settimane e anche se non te lo potrei dire faccio il bidet con l’acqua minerale. per non parlare delle strade che quando piove si allegherà ed alla prossima allerta meteo nessuno ti crederà! Lo so, ci sono anche i furbi, nel paese di Giufà. E pensare che fino a ieri eravamo in serie A. Vedi caro Peppino, cosa ti scrivo e ti dico di come sono contento di essere REGGINO ogni momento! Vedi caro Peppino, cosa bisogna inventare, non solo riderci sopra, per continuare a sperare! Se questa città la si amasse ogni istante, vedi amico mio, quanto sarebbe importante se il primo a farlo fossi IO! L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà. Tanti auguri a te, città da SERIE A.

Tra un anno passerà. Questo è certo. Ma intanto cantiamo. Cantiamole. Perché è arrivato il momento di smetterla di essere spettatori critici e di diventare parte di una svolta. Questa (s)volta vera.