Nuova intimidazione a don Ennio Stamile, referente regionale di Libera

ennio stamileUna testa mozzata di maiale con uno straccio in bocca, fatta trovare sotto casa. Era il 29 gennaio 2012, e da allora don Ennio Stamile, parroco di Cetraro (Cs), ne ha fatta di strada. Ma il solito modo vile di “dare avvertimenti” non cambia, anche sei anni dopo. Oggi don Ennio è il referente regionale di Libera, e la minaccia assume connotazioni ancora più forti. Ieri sera, al termine di cena in un ristorante della zona con i capi scout, ha trovato attaccato alla sua auto un capretto morto, avvolto in una busta della spazzatura.

Le prime espressioni di solidarietà sono giunte dal sindaco di Cetraro Angelo Aieta e dal consigliere regionale Giuseppe Aieta: “Siamo vicini a Don Ennio Stamile sapendo di interpretare il pensiero della città e di tutta la Calabria. Conoscendolo, non si farà intimorire da chi tenta di riportare indietro la città. Noi siamo con lui! In questo momento occorrono segnali forti che possono arrivare dallo Stato attraverso l’apertura della nuova caserma dei carabinieri che oltre a manifestare la volontà dello Stato attraverso un proprio presidio in un territorio difficile si offrirebbero spazi e luoghi confortevoli che le forze dell’ordine – che insieme alla magistratura non smetteremo mai di ringraziare per il loro prezioso lavoro – meritano”.

“L’ultima macabra intimidazione consumata ai danni di don Ennio Stamile indigna tutti i calabresi onesti che ripudiano la ‘ndrangheta e che si riconoscono pienamente nel pensiero e nelle azioni di Libera e del suo referente regionale” scrive in una nota il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, che prosegue: “Già in passato, don Ennio era stato il destinatario di gravi atti intimidatori. Segno, questo, del malessere con cui le forze criminali subiscono la sua opera di evangelizzazione e di impegno civile portata avanti con determinazione, non solo sul Tirreno cosentino ma in tutta la regione. Il fatto poi che da due anni don Ennio ricopra il ruolo di coordinatore di Libera in Calabria carica l’accaduto di maggiore gravità sul piano simbolico. Colpire don Ennio, infatti, significa non solo tentare di condizionare una personalità fortemente esposta sul fronte dell’antimafia, ma lanciare un messaggio di aperta sfida all’intera comunità calabrese che non accetta il giogo mafioso e che lavora ogni giorno per costruire un futuro di libertà e democrazia. A don Ennio Stamile rivolgo un forte messaggio di solidarietà e vicinanza, stringendo in un unico abbraccio ideale anche don Luigi Ciotti e tutti i volontari che, sotto le insegne di Libera, si oppongono alle mafie e danno un contributo straordinario per il progresso della Calabria”.

“Solidarietà e piena vicinanza al Coordinatore regionale di Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie Don Ennio Stamile, vittima nella serata di ieri di un vile atto intimidatorio” anche dal sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, che prosegue nella nota: “La comunità calabrese è ormai ampiamente consapevole dell’opera meritoria di contrasto alla criminalità organizzata, in termini culturali e di impegno civico, promossa da Libera sul nostro territorio poche settimane fa, alla presenza di don Ennio a Reggio Calabria, abbiamo presentato l’adesione di otto nuove imprese alla rete di Reggio Libera Reggio, un’iniziativa concreta, segno di speranza e di rinascita, che in questi anni ha generato sul nostro territorio un benefico effetto moltiplicatore. La Reggio onesta, la Calabria onesta, sono schierate dalla parte di Libera a Don Ennio ed alle tante associazioni che ogni giorno contribuiscono a rendere viva e vitale la rete antimafia di Libera, la vicinanza da parte dell’amministrazione comunale e metropolitana di Reggio Calabria”.