Il gender va in autobus arancione

da Antonella Tassitano *

“La natura non si sceglie #Stop gender nelle scuole” ha fatto sosta, ieri, nella nostra città. Accanto, certo per pura coincidenza,un pulmino recante una pubblicità elettorale di un candidato di questa città, appena condannato (ops!) per stalking, Peccato, però, che questi “turisti”, molto presi e compresi nella distribuzione di magliette e di opuscoletti, tra una megafonata di qui ed una di là, nelle due orette di sosta, delle tante bellezze artistiche della nostra città ne abbiano viste ben poche.

E’ questa, in termini temporali, l’ultima offensiva oscurantista che porta avanti una certa campagna di voluta mistificazione e disinformazione sugli studi di genere, tendente a creare confusioni ed allarmismi immotivati, volti ad impedire l’avanzamento dei diritti civili e la realizzazione di pari opportunità tra uomo e donna. Nessuno studio scientifico, al mondo, negherebbe la differenza biologica tra maschi e femmine.

La confusione, creata ad hoc da gruppi di oltranzisti cattolici e neo-catecumenali, tra: identità sessuale (cioè stabilita dal sesso biologico), identità di genere (cioè sentirsi donna o uomo), ruolo di genere (cioè i comportamenti che ogni cultura definisce appropriati per maschio e femmina) e orientamento sessuale, che niente ha a che fare con l’identità di genere, gli permette di giocare su significati fuorvianti. Si dà vita, quindi, alla fantasiosa e inesistente “ideologia del gender” come un qualcosa che mette a soqquadro l’assetto sociale, mina la famiglia tradizionale, destabilizza il modello dominante, il senso della vita coniugale, minaccia procreazione, maternità e paternità, insomma un nemico giurato da combattere. Questo fantomatico “mostro gender”, che incombe sulla testa dei/delle nostr* bambin* e che spesso l’ignoranza (da ignorare) tiene in vita, è la misura dei pregiudizi culturali che si legano a certe tematiche. Le evidenze empiriche raggiunte dagli studi di genere mostrano e dimostrano che sessismo, omofobia,  pregiudizio e  stereotipi vengono appresi sin dai primi anni di vita e trasmessi attraverso la socializzazione, le pratiche educative, il linguaggio, la comunicazione mediatica, le norme sociali. PERSINO L’UNICEF, in un suo rapporto, ha rimarcato la necessità di intervenire contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei/delle bambin* e dei loro genitori, basata sull’orientamento sessuale e/o l’identità di genere.

Riteniamo, quindi, assurda e discriminante questa campagna di denigrazione dei progetti di “educazione alle differenze” previsti dal MIUR unica nota positiva di una legge, quella della “Buona Scuola” che fa acqua da tutte le parti. La scuola pubblica dovrebbe essere laica e inclusiva, un valido strumento di contrasto alla violenza di genere e dei generi e valorizzare le molteplici e ineliminabili differenze, che caratterizzano gli individui e le comunità, al fine di trasformare la società nella direzione dell’equità, della giustizia, della parità e della pluralità. Una campagna che sembra più sottesa a individuare nella scuola un servizio quasi a “domanda individuale”, anzicchè un progetto educativo e culturale rivolto all’intera comunità in tutte le sue componenti e che si fonda su pregiudizi che non hanno alcuno scopo se non quello di sollecitare pulsioni irrazionali e di indicare capri espiatori, distogliendo, quindi, l’opinione pubblica dalle reali priorità di un Paese in declino.

Forse, invece, bisognerebbe cominciare ad interrogarsi come mai nelle famiglie da “mulino bianco” molto spesso si nascondono i più feroci mostri, che uccidono mogli e compagne, stuprano e vendono le loro figlie o tendono a giustificare comportamenti aggressivi dei/delle propri/e figli/e nei confronti di insegnanti, educatori ed educatrici in genere, come, ultimamente, sta troppo spesso accadendo. Pensiamo, quindi, che questi attacchi rivolti, anche, verso chi si batte, perché vengano riconosciuti i diritti delle persone tutte, necessiterebbero di ferme prese di posizione da parte non solo degli/delle insegnanti, student* e genitori, ma dell’intera cittadinanza, Amministrazioni comprese.

* NUDM RC – AGEDO RC – ASS. JINECA percorsi femminili – C.S.O.A. ANGELINA CARTELLA – IL CUORE DI MEDEA – COLLETTIVA AUTONOMIA – UN MONDO DI MONDI – COMPAGNIA PAGLIACCI CLANDESTINI