Porta a Bova Marina una delle piste per l’omicidio del giornalista slovacco Jan Kuciak e della fidanzata

Gli sviluppi dell’assassinio del cronista di 27 anni ammazzato a casa sua assieme alla fidanzata coetanea Martina Kusnirova

Una delle piste investigative per la morte del giornalista slovacco Jan Kuciak potrebbe portare a Bova Marina, in provincia di Reggio Calabria, da dove, secondo la stampa slovacca, diversi elementi legati alla ‘ndrangheta partirono anni fa alla volta dell’est d’Europa e finirono per avere collegamenti cruciali nella politica e nelle istituzioni di Bratislava. Il quadro di questo intreccio è fatto da uno dei giornali più importanti della Repubblica slovacca, lo “spectator.sme”, che insieme a “aktuality.sk” (il giornale per cui scriveva il reporter ucciso), riprende il filone sul quale Kuciak lavorava, ovvero il legame tra Antonio Vadalà, imprenditore nel settore del fotovoltaico, Maria Troskova, primo consigliere di Stato del premier Robert Fico.

jan kuciak e fidanzata“Tutto comincia nel 2011, quando, scrivono lo Sme e ‘aktuality.sk’, la bella Maria Troskova incontra Antonio Vadalà, che con lui fonda un’azienda impegnata a far profitti nel settore del fotovoltaico. Jan, ha scritto su Politico Tom Nicholson, che con Kuciak aveva lavorato, “fece progressi importanti su una storia che aveva a che fare con il trasferimento illegale di fondi strutturali europei a italiani residenti in Slovacchia, i cui legami con la ‘ndrangheta erano provati” e il cui capo “esortava a votare per lo Smer”, il partito di governo in Slovacchia. “Il nome di Vadalà – scrive lo Sme – compare nel registro commerciale legato a 32 aziende, dieci delle quali operano nel fotovoltaico. Un uomo con lo stesso cognome e la stessa data di nascita compare in un mandato di cattura della polizia italiana, e nell’ordinanza di un tribunale si afferma che la ‘ndrangheta collaborava con Vadalà nel trasporto merci”.

Maria Troskova lascia l’azienda fondata con Vadala’ nel giugno del 2012; Vadalà la lascia nel 2015, e l’azienda passa nelle mani di Pietro Catroppa, che nel 2016 diventerà titolare della Prodest insieme con Viliam Jasan, ex parlamentare dello Smer e oggi del Consiglio per la sicurezza dello Stato nel governo guidato da Fico. La Prodest è stata monitorata dai servizi segreti slovacchi lo scorso anno per ordine del tribunale di Bratislava, ma il motivo per cui ciò è stato fatto è indicato come classificato nel documento giudiziario. E’ con Jasan che Troskova entra nel mondo della politica, come sua assistente. Jasan non ha mai spiegato perché la prese nello staff. “Me la raccomandarono un mio ex assistente e un amico”, si limitò a spiegare Jasan, che secondo il quotidiano ‘Plus Jeden Den’, è legato a Vadalà. Neanche Robert Fico ha mai spiegato perché prese come sua consigliere Maria Troskova.

Intanto, la Slovacchia è scossa per il primo omicidio di un giornalista nella storia della Repubblica, e, sebbene Fico abbia messo una taglia di un milione di euro per chi abbia qualche informazione utile a trovare chi ha ucciso Kuciak e di “proteggere la libertà di stampa”, i giornali gli chiedono di prestare maggiore attenzione a chi ha nominato come stretta collaboratrice. “La criminalità organizzata slovacca – ha scritto ancora Nicholson – non ha mai ucciso giornalisti, laddove le bande mafiose italiane non si sono mai fatte scrupoli in questo senso”.