Il Tar stoppa la riforma regionale sul welfare

Stop alla riforma regionale del welfare che dovrà essere riprogrammata con il necessario raccordo degli enti locali. Il Tar Calabria, infatti, ha accolto il ricorso con cui il Comune di Catanzaro – rappresentato e difeso dal dirigente del settore legale Saverio Molica e dagli avvocati interni Giacomo Farrelli e Santa Durante – ha chiesto l’annullamento della deliberazione della Giunta regionale n. 449 del 2016, e di tutte le successive modifiche, relativa al regolamento sulle procedure di autorizzazione, accreditamento e vigilanza delle strutture socio assistenziali. Lo rende noto lo stesso Ente. I giudici, è scritto in una nota, hanno disposto l’annullamento dei provvedimenti impugnati poiché “l’atto della Regione sarebbe stato adottato senza il necessario raccordo con gli enti locali, attraverso la conferenza permanente di programmazione socio sanitaria e socio assistenziale”. Inoltre la sentenza aggiunge che nel regolamento della Regione “sono state individuate le tariffe e il contributo a carico dell’utenza per fasce di reddito senza riferimento al Piano regionale degli interventi e dei servizi sociali, così come è omesso l’intervento della Commissione consiliare per le politiche sociali e la Conferenza Regione – Autonomie locali”.

Il provvedimento del Tar, prosegue la nota, specifica che in un intervento programmatorio di una tale incidenza, sia sul settore socio assistenziale che sugli enti locali, “il non aver consentito la partecipazione degli enti nella fase procedimentale si traduce in un difetto di istruttoria e, al contempo, in una violazione di legge”. “La sentenza del Tar – commentano il sindaco Sergio Abramo, l’assessore alle politiche sociali Lea Concolino e l’assessore all’avvocatura Danilo Russo – ha dato pienamente ragione alla posizione assunta con decisione dal Comune di Catanzaro fin dai passaggi preliminari alla riforma regionale del welfare che avrebbe causato pesanti conseguenze riguardo alla sostenibilità del sistema socio-assistenziale e alla stabilità finanziaria delle amministrazioni locali. I giudici hanno, quindi, riconosciuto la correttezza delle argomentazioni e dell’impostazione giuridica del ricorso sostenuto e condiviso con grande convinzione dal dirigente del settore legale, Saverio Molica, unitamente agli avvocati interni”.

“Una riforma di questo genere – sottolinea Abramo – avrebbe, inoltre, generato pesanti ripercussioni anche sulle strutture socio-assistenziali del territorio che versano da tempo in evidente stato di sofferenza economica a causa di un’insufficiente programmazione. Un allarme che negli ultimi due anni ho lanciato più volte alla Regione e su cui, con grande disappunto, non si è registrata la condivisione di altri Comuni e dell’Anci che ha delega in materia. Il Comune Capoluogo con grande senso di responsabilità aveva comunque tentato di dare avvio in questi mesi alle attività previste dalle disposizioni regionali, pur senza mai recedere dall’evidenziare le criticità e le evidenti illegittimità espresse nel ricorso. Oggi, alla luce della sentenza, tali provvedimenti dovranno essere necessariamente rivisti garantendo l’effettiva partecipazione degli enti locali alla programmazione degli interventi in materia socio-assistenziale”.