Unico concerto in Italia di Stanley Jordan a Ecojazz Festival

da Anna Foti

Le emozioni musicali non finiscono. Stasera ad attendere il pubblico di Ecojazz Festival c’è davvero un concerto imperdibile. Grazie alla tenacia e alla perseveranza del patron e direttore artistico Giovanni Laganà, il parco Ecolandia ospiterà l’unico concerto in Italia di Stanley Jordan, protagonista indiscusso della scena mondiale del Jazz. Una voce straordinaria con l’accompagnamento del piano e della chitarra: tutto in un solo artista. Uno stile tutto suo, caratterizzato dall’innovativo two-handed tapping, ossia il tapping con l’impiego di otto dita. Vincitore di due dischi d’oro, Stanley Jordan si esibirà stasera al parco Ecolandia dopo il viaggio tra sonorità e suggestioni del percussionista Emiliano Laganà con Roberto Aricò al basso e Antonio Freno al piano e con l’accompagnamento di Francesco Bearzatti al sax. L’inizio è programmato per le ore 21:30.

Un appuntamento davvero straordinario attraverso il quale, Ecojazz Festival promosso dall’associazione Art Blakey, quest’anno in partenariato con l’associazione Azimut Alta Formazione, e patrocinato dalla Regione Calabria, dalla Città Metropolitana e dal Comune di Reggio Calabria, pone Reggio e la Calabria sul palcoscenico mondiale del Jazz.

Un talento esplosivo e poliedrico quello di Stanley Jordan, artista che l’ex presidente degli Stati Uniti Barak Obama volle per aprire la sua campagna elettorale. Un musicista unico. Il suo tocco magico incanterà anche il pubblico della ventisettesima edizione del Festival Ecojazz. Uno straordinario musicista che, dopo aver girato il mondo e aver suonato con grandi del calibro di Dizzy Gillespie, Quincy Jones, Art Blakey, Billy Cobham, Stanley Clarke, si esibirà anche a Reggio Calabria.

La location sarà sempre quella dell’anfiteatro del parco Ecolandia che, in occasione del quinto appuntamento della rassegna, ha cullato le emozioni della canzone italiana e di quella canzone francese, insieme nello spettacolo “Chanson!”. Sul palcoscenico, per uno spettacolo originale e raffinato, c’erano il musicista francese Emmanuel Bex, maestro indiscusso dell’organo hammond B3, Fabio Zeppetella, straordinario compositore noto per le sue ineccepibili doti tecniche e la fine sensibilità musicale, Geraldine Laurent, sassofonista jazz francese molto acclamata dal pubblico, Amedeo Ariano, tra i migliori batteristi italiani di jazz con un’intensa attività concertistica e collaborazioni prestigiose, che in questa occasione ha sostituito Roberto Gatto. Ecco le anime di Chanson (nella foto), uno spettacolo musicale peculiare nato dall’abbraccio musicale tra Italia e Francia e che Ecojazz, grazie all’intuizione del patron e direttore artistico Gianni Laganà del festival, ha proposto al suo pubblico.

“Chanson è un album dedicato alla forma della canzone. Io, Emmanuel Bex e Roberto Gatto – ha spiegato Fabio Zeppetella – suoniamo in trio da molti anni, sperimentando questo incontro musicale e dedicandoci anche a nostre composizioni. Poi è nata l’idea di lavorare in modo specifico su un tributo alla Canzone che valorizzasse la predilezione verso la melodia e il lirismo, che nel panorama europeo solo le canzoni italiane e quelle francesi possiedono. Abbiamo, così, aggiunto un quarto componente che ha reso equilibrato il gruppo italo-francese e che soprattutto ha arricchito la nostra musica. Si tratta della brillante sassofonista jazz francese, Geraldine Laurent, artista dalla forte identità. Avevamo pensato ad una voce ma poi abbiamo scelto l’innesto di un altro strumento che ci consente di interagire di più sul palcoscenico, di creare e di improvvisare continuamente. Così è nata ‘Chanson!'”, ha spiegato Fabio Zeppetella.

“E la chiamano Estate”, testo di Franco Califano e interpretazione di Bruno Martino, “Bocca di Rosa” di Fabrizio De Andrè, “Buonanotte fiorellino” di Francesco De Gregori, “Napule è” di Pino Daniele e poi “Le bon Dieu”  di Jacques Brel, “L’été indien” di Joe Dassin, “C’est si bon” di Yves Montand: ecco alcune delle liriche intarsiate per il pubblico di Ecojazz e frutto di questo originale e suggestivo incontro tra le canzoni francesi e quelle italiane, tra le tradizioni cantautorali dei due Paesi, tra sonorità e culture.

Apertosi con il consueto e sempre emozionante rito del concerto all’alba, quest’anno eseguito dal trombettista Giovanni Falzone, Ecojazz si concluderà, come da tradizione, con un altro progetto originale quest’anno affidato al sassofonista Francesco Bearzatti che martedì 7 agosto darà vita a “I suoni dell’urlo del tramonto sul Mediterraneo” nel segno di Ecojazz festival, un viaggio dall’Alba al Tramonto alla ricerca della Bellezza che salverà il Mondo. La magia avverrà sulle alture del parco Ecolandia, che per il secondo anno consecutivo ospita la manifestazione.