Le ignobili intimidazioni contro il presente e il passato dei Congiusta

Mercoledì 22 agosto i suoi amici di sempre si sono stretti intorno alle figlie Roberta e Alessandra, alla moglie Donatella, al fratello Mimmo e ai suoi familiari per dargli l’ultimo saluto. Il feretro di Mario Congiusta ha lasciato Siderno in direzione nord, percorrendo la via principale piena di sole e silenzio. Un applauso lungo e bagnato di lacrime, tutti attoniti a cercare di prendere atto di quella perdita immensa.

Sembrava che fosse finita così la guerra di Mario. Che il suo “urlo ragionato” fosse stato sepolto insieme alla sua bara. Sembrava che tutta la Calabria fosse pronta a dirlo: e ora silenzio. Ora ciascuno cerchi di capire cosa avrebbe potuto fare, cosa non ha fatto, se può fare ancora qualcosa.

E invece qualche giorno fa il primo episodio, reso noto martedì: sulle soglie del negozio di abiti da sposa gestito dalla moglie e dalle figlie sono stati trovati due cumuli di terra, sistemati a simulare una sepoltura. Ieri è stata resa nota la seconda intimidazione: la sera stessa di martedì la figlia Roberta ha trovato sulla soglia di casa un disegno fatto con delle sigarette, le rosse che hanno accompagnato la vita di Mario Congiusta. Un disegno che potrebbe essere una croce, ma anche una Y, il che porterebbe a pensare al nuovo linguaggio social degli emoticon, che trasformano quella lettera nel pollice alzato classico del like (un macabro riferimento al ruolo che ha avuto il fumo nella malattia di Mario?).
La Procura ha avviato un’indagine per capire le ragioni di tali pressioni anche dopo la morte di Mario Congiusta. Alla solildarietà delle associazioni si aggiunge quella della politica, grande assente ai funerali del piccolo grande combattente, il padre di Gianluca Congiusta, come amava definirsi.

Falcomatà: intimidazioni vergognose e ignobili

Le intimidazioni dirette alla famiglia Congiusta, denunciate dai congiunti di Gianluca e Mario, padre coraggio recentemente scomparso dopo aver combattuto una vita intera in cerca della verità sull’omicidio di suo figlio, sono atti vergognosi e ignobili che non possono lasciarci indifferenti. È assurdo che qualcuno stia tentando di infangare la memoria di due persone per bene e di una famiglia che da anni si batte con tutte le sue forze chiedendo giustizia sull’uccisione di Gianluca, un ragazzo di appena 32 anni, la cui unica “colpa” è stata quella di opporsi ad una richiesta estorsiva.
Sono episodi che vanno stigmatizzati con forza. Se qualcuno pensa di macchiare in questo modo il ricordo di Mario e Gianluca evidentemente ha fatto male i conti. La Calabria onesta sta dalla loro parte. Continueremo ad onorare la memoria di queste due persone che nostro malgrado sono diventate il simbolo della strenua opposizione del nostro popolo ai soprusi quotidiani della criminalità organizzata. L’intera comunità metropolitana si stringa attorno alla famiglia Congiusta. Chi lotta contro la ‘ndrangheta non deve essere lasciato solo, mai.