“Calabria verde”, Oliverio prosciolto dal reato di abuso d’ufficio

Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, è stato oggi prosciolto, dal gup di Catanzaro, dal reato di abuso di ufficio, contestato in relazione all’inchiesta denominata “Calabria Verde”. “Le accuse della procura non superano il vaglio dell’udienza preliminare”, spiega all’Agi il legale di Oliverio, Vincenzo Belvedere. “Ma è un fatto importante, perché è un reato analogo a quello che viene contestato nell’altra inchiesta sulla quale non vogliamo ancora fare dichiarazioni, ma attendiamo le motivazioni”, aggiunge.

Sempre oggi, infatti, il tribunale del Riesame ha confermato per Oliverio l’obbligo di dimora in relazione all’inchiesta ‘Lande desolate’ della Dda di Catanzaro, che lo vede coinvolto nelle vicende legate ad una serie di appalti finiti ad una impresa vicina alle cosche della ‘ndrangheta.  Il presidente della Regione Calabria doveva rispondere del reato di abuso d’ufficio in relazione ad un filone dell’indagine “Calabria Verde” che riguardava la nomina del sindaco di Acquaro (Vibo Valentia), Giuseppe Barilaro, in un distretto dell’azienda. Nomina che sarebbe stata fatta, secondo l’accusa, per finalità elettorali. Ma per questo reato il gup di Catanzaro ha prosciolto Oliverio. Prosciolti anche l’ex assessore regionale all’Agricoltura, Michele Trematerra, e un ex dirigente, Franca Arlia. Assolto invece l’attuale presidente della provincia di Cosenza, Franco Iacucci. Rinviati a giudizio l’ex direttore generale di Calabria Verde, Paolo Furgiuele, e il sindaco di Acquaro, Giuseppe Barilaro.