‘Ndrangheta in Val d’Aosta, blitz dei carabinieri

I carabinieri del Ros e del Gruppo Aosta hanno eseguito in Valle d’Aosta, a Torino e a San Luca degli arresti nell’ambito di un’operazione contro un sodalizio ‘ndranghetistico in Valle d’Aosta e riconducibile anche alla famiglia Nirta-Scalzone di San Luca, con collegamenti in Piemonte e Calabria. I provvedimenti cautelari sono stati emessi su richiesta della Dda di Torino.

L’operazione denominata “Geenna” è in corso dalle prime ore di oggi. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino hanno consentito – secondo quanto si è appreso – di ricostruire “uno scenario di pervasiva infiltrazione nel tessuto economico-imprenditoriale” e di documentare l’esistenza di un’associazione finalizzata al narcotraffico di matrice transnazionale tra Spagna e Italia. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa che si è tenuta negli uffici della Procura della Repubblica di Torino.

Sette indagati

Sono sette gli uomini indagati per associazione di tipo mafioso nell’ambito dell’operazione Geenna dei carabinieri contro la ‘ndrangheta, che oggi ha portato a 16 arresti. Si tratta di Marco Di DonatoBruno Nirta (fratello di Giuseppe, ucciso in Spagna nel 2017) e del ristoratore Antonio Raso – i “promotori” del sodalizio secondo gli inquirenti – del consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico, di Alessandro GioacchinoFrancesco Mammoliti e Roberto Di Donato, “partecipi” del sodalizio per la Dda di Torino. Al consigliere regionale Marco Sorbara, già assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, viene contestato invece il concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Il ristoratore Raso risponde anche di tentato scambio elettorale politico-mafioso per il presunto tentativo di proporre appoggio all’attuale sindaco di Aosta, Fulvio Centoz. Nomi e contestazioni sono stati forniti dal pm della Dda di Torino Anna Maria Loreto durante la conferenza stampa sull’operazione.

Nirta arrestato dai Cacciatori di Calabria

Per l’arresto del boss Bruno Nirta a San Luca (Reggio Calabria) il Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri ha dovuto operare con l’unità speciale “Cacciatori di Calabria”. Lo ha spiegato il colonnello Giancarlo Scafuri, vicecomandante del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma, illustrando i risultati dell’operazione ‘Geenna’ sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. “Non abbiamo fatto nessun latitante, abbiamo arrestato tutti”, ha aggiunto. All’operazione, condotta dal Ros di Torino, hanno partecipato quasi 200 carabinieri.

Significativi rapporti tra ‘ndrangheta e politica

“Sono nomi di famiglie che conosciamo da sempre, alla seconda o alla terza generazione. Le conosciamo dai primi anni Ottanta. La mafia si è affinata, sa entrare in modo più raffinato nel tessuto sociale, economico e politico, ma si è affinata anche la legislazione italiana”. Così il procuratore vicario di Torino, Paolo Borgna, in merito all’operazione ‘Geenna’ sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Le indagini, ha ricordato il magistrato, sono cominciate nel 2014 e per affrontarle i sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Torino, Stefano Castellani e Valerio Longi, hanno studiato gli atti di alcune inchieste degli anni Duemila. “Esistevano soggetti che avevano ipotizzato una modalità organizzativa concretizzata nella locale di Aosta – ha spiegato la coordinatrice della Dda, Annamaria Loreto -. Vantavano rapporti significativi con esponenti del mondo politico che devono in parte la loro elezione al contributo della locale e che, in cambio, erano disponibili a dare all’organizzazione tutti i vantaggi derivanti dall’attività amministrativa: lavori pubblici, concessioni, appalti”. Secondo la procura “si vede oggi attuato quel programma di allora”

Legami con massoneria

Emergono anche contatti con la massoneria dalla indagine sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Secondo gli inquirenti, alcuni indagati avevano cercato di instaurare rapporti con le logge valdostane per accrescere il loro potere. Lo si apprende da fonti investigative. Da una conversazione intercettata, in particolare, emerge l’intenzione di scalare le gerarchie di una loggia per poi fare iscrivere imprenditori e professionisti.