Fuda indagato per concorso esterno in associazione mafiosa

La Dda di Reggio Calabria ha notificato all’ex sindaco di Siderno, Pietro Fuda, di 76 anni, un avviso di conclusione indagini per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto è emerso dall’inchiesta condotta dalla Dda reggina, Fuda, che è stato anche senatore, presidente della Provincia di Reggio Calabria ed assessore della Regione Calabria, nel periodo in cui è stato sindaco di Siderno, carica alla quale era stato eletto nel maggio del 2015, avrebbe favorito gli interessi della cosca di ‘ndrangheta dei Commisso. Fuda, in particolare, sempre secondo l’accusa, avrebbe consentito alla cosca Commisso di assumere una posizione di influenza nel Consiglio comunale, promuovendo e consentendo la nomina a presidente dell’organismo di Paolo Fragomeni, legato da vincoli di parentela con la famiglia dei Commisso. Il Comune di Siderno è stato sciolto per presunti condizionamenti della criminalità organizzata nell’agosto del 2018, quando Fuda era ancora sindaco.

Le contestazioni

Le contestazioni al politico sidernese, ritenuto anche in collegamento con una struttura segreta di tipo massonico collegata alla ‘ndrangheta, riguardano l’apporto che Fuda avrebbe fornito alla cosca Commisso per l’appoggio elettorale ricevuto. Fuda sarebbe stato sostenuto dalla cosca, e in particolare da Antonio Commisso, per la candidatura a sindaco con l’appoggio della lista “Centro Democratico”. Sono diverse le contestazioni mosse a Fuda dalla Dda, in particolare l’accusa ritiene che l’ex sindaco avrebbe consentito alla cosca di assumere una posizione influente nel Consiglio comunale di Siderno, consentendo e promuovendo la nomina a presidente del civico consesso di Paolo Fragomeni, legato da vincoli di parentela con la famiglia di ‘ndrangheta dei Commisso intesi i “Quagghia”.

Altre contestazioni vengono mosse a Fuda nel campo dei lavori pubblici, e in particolare sull’eventuale modifica dell’area della zona industriale del Comune. In un’altra occasione l’ex sindaco avrebbe agito affinché una ditta aggiudicataria di lavori per opere di urbanizzazione si rifornisse di materiale da un pregiudicato per associazione mafiosa. Ancora Fuda avrebbe provveduto a destinare i terreni confiscati a Carmelo Muià, ucciso a Siderno il 18 gennaio dello scorso anno, per realizzare un canile su proposta di un veterinario parente dello stesso Muià. In un’altra occasione l’ex sindaco avrebbe ritardato la notifica di un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura nei confronti di una ditta edile di proprietà di un condannato per mafia, al fine di consentire all’imprenditore di consegnare i lavori prima della comunicazione dell’interdittiva antimafia.

La Dda contesta anche indebite pressioni sul responsabile dell’ufficio tecnico – settore politiche del territorio e urbanistica, attività produttive, demanio e patrimonio del Comune di Siderno, per prorogare le concessioni demaniali relative alla gestione di chioschi sul litorale di Siderno. Indebite pressioni anche sull’avvocato dell’ufficio legale del Comune e sul responsabile dell’ufficio tecnico – in modo da assecondare le sue indicazioni in occasione di decisioni amministrative funzionali al contributo da fornire alla cosca – tanto da indurre quest’ultimo alle dimissioni. Gli altri indagati, a vario titolo, sono Giuseppe Figliomeni, Antonio Commisso “u ‘Bucatu”, Cosimo Commisso e Domenico Cerisano, tutti destinatari del medesimo avviso di conclusione indagini preliminari.