Il ministro Grillo fa tappa all’Ospedale di Locri: «Sanità calabrese in gravi condizioni»

“Sono a Locri, prima tappa del mio viaggio in Calabria. La grave condizione della sanità calabrese è ormai sotto gli occhi di tutti e i cittadini onesti non lo meritano”. Il ministro Giulia Grillo annuncia così, sulla sua pagina facebook, il “blitz” fatto all’ospedale di Locri. A seguito della polemiche sullo stato degli ospedali di Locri e Polistena, sollevate anche dal servizio delle “Iene”, la Grillo ha voluto verificare di persona le condizioni dei presidi sanitari calabresi, partendo proprio dal nosocomio di Locri. “Non avrei mai pensato – ha detto il ministro incontrando i giornalisti in Prefettura a Reggio Calabria insieme ai commissari Saverio Cotticelli e Thomas Schael ed al prefetto Michele di Bari – che la situazione fosse così grave. Avevo notizia della gravità che sta soffrendo questa regione e mi metto nei panni dei calabresi in una regione, unica in Italia, che ha visto peggiorati i Lea ed è peggiorato anche il disavanzo sanitario”. Il ministro ha poi elencato alcuni dati: “siamo a -127 milioni di cui 28 extra gettito. Perché dei temerari, per non dire irresponsabili, non hanno fatto il proprio dovere. Abbiamo deficit di 32 milioni all’Asp di Cosenza, 32 a Crotone, 40 a Catanzaro, 22 a Reggio, mentre l’Asp di Vibo è in pareggio perché’ non eroga servizi e non perché’ sono bravi. L’azienda ospedaliera di Catanzaro ha chiuso con meno 28 milioni, il Policlinico -21, Reggio -14”.

“Ho il timore che debbano essere gli stessi cittadini calabresi a pagare questo conto. Dobbiamo trovare delle soluzioni a dieci anni dal commissariamento. Bisogna cambiare squadra e strategia. La situazione deve cambiare. Ho già parlato con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il ministro dell’Economia e col ministro dell’Interno per un decreto speciale contro una sanità indegna”. Grillo ha quindi rivolto un appello a tutti i medici di origine calabresi che vivono fuori regione. “La Calabria – ha detto – ha bisogno di loro. Per un certo periodo della loro vita rinuncino a qualche benefit in più per tornare ad aiutare la propria regione”. “Non capisco – ha concluso il ministro – chi ha il coraggio di criticare il mio operato. La regione è stata abbandonata. Spero non abbiano il coraggio di impugnare anche questo decreto, così come è stato fatto per le nomine dei commissari. Ci sono politici che vogliono difendere il loro orticello, atteggiamento inconcepibile di fronte al dato oggettivo di questa realtà. Forse c’è la volontà di distruggere il pubblico”.