Miramare, chiesti dieci mesi di reclusione per Angela Marcianò

Dieci mesi di reclusione è la richiesta che il sostituto procuratore di Reggio Calabria Walter Ignazzitto ha chiesto oggi nei confronti dell’ex assessore ai lavori pubblici del Comune reggino Angela Marcianò, nell’ambito dell’udienza per il processo “Miramare” celebrato con rito abbreviato. Angela Marcianò – come riporta l’agenzia Dire – è entrata in aula alle 11 ed ha terminato le sue dichiarazioni alle 14,20. All’uscita dall’aula non ha voluto parlare con i giornalisti. L’udienza presieduta dal gup Giovanna Sergi è stata aggiornata all’8 luglio per la memoria difensiva dell’avvocato Renato Milasi legale di Angela Marcianò.

Il processo nasce dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, sull’affidamento da parte della prima giunta comunale reggina, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, dei locali dell’albergo Miramare (di proprietà dell’ente) ad un’associazione culturale ritenuta vicino al primo cittadino. L’indagine coinvolge, tra gli altri, gli assessori della prima giunta comunale (tranne Mattia Neto), il segretario comunale Giovanna Acquaviva, l’ex dirigente comunale Maria Luisa Spanò e Paolo Zagarella, titolare dell’associazione il Sottoscala che ha beneficiato, nel 2015, della delibera di assegnazione dell’albergo. Tutti sono rinviati a giudizio con rito ordinario. I reati contestati a vario titolo sono: abuso d’ufficio e falsità materiale e ideologica.