da Libera Cs —
Libera è da sempre vicina al dolore delle vittime innocenti della criminalità organizzata perchè ritiene che una società consapevole non possa lasciare il peso della memoria solo al dolore privato. Chi è caduto sotto i colpi delle mafie chiama in causa le coscienze di tutti noi e ci impone di gridare, con la forza e la consapevolezza di chi combatte una battaglia giusta.
In occasione dell’undicesimo anniversario dell’assassinio di Antonio Maiorano, il coordinamento provinciale di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie “Roberta Lanzino” di Cosenza promuove una due giorni di Memoria e Impegno, alla riscoperta di quelle storie rimosse con troppa disinvoltura da un territorio che spesso continua a lasciarsi cogliere di sorpresa dalla prepotenza di una ‘ndrangheta sempre più invadente e sfacciata.
Lunedì 20 luglio ore 18.30 presso il circo velico “Le vele”, zona Pennelli di Paola (settima T) avrà luogo il laboratorio dal titolo «Verità è giustizia». I lavori saranno introdotti da Olimpia Affuso, sociologa Unical, e da Matteo Luzza, referente regionale Memoria di Libera. A seguire, le storie delle vittime innocenti saranno raccontate dalla viva voce dei loro familiari. Martedì 21 luglio ore 18.30 Piazza IV novembre, si dibattito pubblico: interverranno Marta Perrotta e Giap Parini (coordinamento provinciale Libera Cosenza), Marisa Manzini, Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Cosenza.
Concluderà i lavori don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Modereranno Sabrina Garofalo (referente provinciale di Libera) e Chiara Maiorano (familiare di vittima innocente). Due giorni di memoria e impegno per ricordare le vittime, raccontare le loro storie, e farle rivivere. Ogni volta che pronunciamo il loro nome, li sottraiamo a quella morte. Conservare la memoria di queste persone diventa un atto di ribellione contro la brutalità, una riaffermazione della giustizia contro la violenza e la sopraffazione. Ecco perché memoria è giustizia, ecco perchè occorre riappropriarsi del territorio e di tutto ciò che la mafia contende alla cittadinanza, ecco perché onorare la memoria delle vittime diventa un atto di corresponsabilità.







