Minacce alla giornalista Alessia Candito: gli attestati di solidarietà

Ieri la notizia data da il Corriere della Calabria sulle minacce ricevute dalla giornalista Alessia Candito a causa “della pubblicazione di alcuni servizi sul giornale per cui lavora”. Scriveva il giornale on line di alcune mail spedite alla Candito da un ex pentito “irreperibile” e ora messe sotto sequestro dalla procura (“sono in corso accertamenti investigativi”), nonché della protezione assegnata alla giornalista “legata anche a un’inchiesta dell’antimafia di Reggio Calabria sui clan di Archi e al loro tentativo di riproporre la propria supremazia criminale in città”.

Alessia CanditoOggi, come ovvio e naturale, arrivano i primi comunicati stampa di solidarietà.

«Esprimo solidarietà e piena vicinanza ad Alessia Candito, valente giornalista reggina e voce libera della città». E’ quanto dichiara il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà dopo le intimidazioni subite dalla giornalista del Corriere della Calabria. «Sono certo che le minacce ricevute non fermeranno la voglia della giornalista di raccontare ancora una realtà difficile e complessa come la nostra – ha aggiunto il Sindaco – il lavoro di inchiesta dell’informazione libera è un pilastro fondamentale della democrazia. E’ importante che la comunità si stringa attorno a chi, ogni giorno, con coraggio e passione, offre il suo servizio alla cittadinanza per la ricerca della verità. Ad Alessia Candito chiediamo di continuare su questa strada, con il consueto rigore e la professionalità che da sempre contraddistingue il suo operato».

“La nostra solidarietà alla giornalista Alessia Candito, per la cui incolumità occorre una vigilanza alta delle  istituzioni e della società civile”. Così i parlamentari del Movimento 5 stelle calabrese Federica Dieni, Nicola Morra, Delila Nesci e Paolo Parentela, a seguito delle recenti minacce provenienti da ambienti di ‘ndrangheta ricevute dalla giornalista del Corriere della Calabria, posta dunque sotto tutela.
“Questo caso – proseguono i parlamentari M5s – conferma che in Calabria va combattuta anzitutto la cultura mafiosa, nemica della verità e dell’informazione. Alessia Candito viene colpita per il suo coraggio della verità, più forte della cultura della paura, che frena lo sviluppo civile della Calabria”. “Lo Stato deve sconfiggere la prevaricazione mafiosa – concludono i parlamentari 5 stelle – e dimostrare di essere inequivocabilmente dalla parte della verità e della giustizia. Dobbiamo lavorare con maggiore impegno per rimuovere le incrostazioni e contiguità che ostacolano la democrazia in Calabria, limitano la libertà individuale e costringono i giornalisti impavidi a vivere barricati”.